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L'archivio delle nostre uscite

Giugno 2008

Dal 23 al 28 giugno
Traversata dell’ Oberland


Cinque giorni di traversata in mezzo ai ghiacciai più grandi d’Europa, il massiccio dell’Oberland riserva grandi spazi e panorami davvero unici per gli appassionati delle distese glaciali.
Certo un percorso molto lungo con lunghe marce e grandi distanze, più adatto all’escursionista d’alta quota che all’alpinista.
Una traversata che però può essere “rinforzata” con le salite ad alcune delle splendide cime che contornano l’itinerario di cui molte intorno ai fatidici “4000” e alcune di queste molto interessanti!

Insieme a cinque simpatici francesi abbiamo effettuato la traversata accompagnati dal bel tempo e da un caldo anomalo che, unito alla molta neve ancora presente, ha dato come risultato un battere traccia nella neve molle per cinque giorni di fila!
Fatica assicurata e… piedi bagnati tutte le sere!

Giorno 1: Grimselpass(2165m) – Oberaarjochhutte(3258m)
Lunga tappa di circa 15km…lungo l’Oberaarsee e quindi risalendo il lungo Oberaargletscher.

Giorno 2: Oberaarjochhutte – Finsteraarhornhutte(3048m)
Bel giro attorno alla severa cima del Finsteraarhorn dapprima scendendo lungo il Galmigletscher fino a 2700m di quota quindi risalendo il Fieschergletscher fino alla capanna.

Giorno 3: Finsteraarhornhutte – Konkordiahutte(2850m)
Si cambia bacino risalendo il Fieshergletscher fino al colle “Grunhornlucke” a 3280m, quindi si scende dal lato opposto lungo il Gruneggfirn fino a raggiungere l’enorme Konkordiaplatz, a ridosso della quale sorge il rifugio.

Giorno 4: Konkordiahutte – Hollandiahutte(3238m)
La lunga tappa sul piattissimo Aletschfirn, l’enorme ghiacciaio che passa sotto l’altrettanto immane parete dell’Aletschhorn, un bellissimo e severo 4000, riservato ai veri intenditori!
Una tappa un po’ monotona e con poco dislivello, ma su una distesa glaciale unica nel continente europeo!

Giorno 5: Hollandiahutte – Fafleralp(1800m)
La lunga discesa dal Lotschenlucke (colle) verso la vallata del Loschental alla cui testa si trova il caratteristico abitato di Fafleralp, a una quota di 1800m.
Discesa lunga e varia, dapprima su un bel ghiacciaio e poi lungo tormentate morene; prima di ritrovare il verde nei pascoli che sovrastano l’abitato…

Un saluto agli amici François, Vincent, Isabelle, Catherine e Jean-Pierre con cui ho condiviso la traversata, ringraziando per la cortesia dimostrata e per la piacevole compagnia nelle lunghe serate trascorse nei rifugi svizzeri.

 

23-27 Giugno 2008
Trekking delle Valli di Lanzo: Tour della Bessanese


…Qualche immagine di questo meraviglioso trekking, nel cuore delle Valli di Lanzo, organizzato per la Settimana Internazione dell’Escursionismo; condizioni non facili e tappe non proprio brevi non ci hanno impedito di portare a termine la traversata!

21-22 Giugno 2008
Terza uscita del Corso di Alpinismo Estivo 2008
Becca di Monciair 3544 m – gruppo del Gran Paradiso


Finalmente il bel tempo è arrivato! Questo l’unico pensiero al sabato mattino, mentre ci dirigiamo in Valle d’Aosta, a Pont, nel cuore del Parco del Gran Paradiso. Le brutte condizioni meteo ci hanno accompagnato per le prime due uscite, ma questa volta sembra proprio che riusciremo ad avere un bellissimo fine settimana. Il programma prevede, nella mattina di sabato, la salita al rifugio V. Emanuele; al pomeriggio, nei pressi del rifugio stesso, si farà la lezione per il “recupero dal crepaccio”. E tutto si volge nel migliore dei modi: la salita non è troppo faticosa, nonostante il caldo, e la lezione di nodi&paranchi scorre veloce senza essere troppo noiosa.
Torniamo in tempo per la cena: il “Vittorio” è già tutto pieno, e occorre fare due turni per mangiare; dopocena, nella luce del tramonto, si prendono gli ultimi accordi per il giorno dopo.
Domenica: partiamo presto; la neve, come temevamo, non ha gelato, ed iniziamo presto a sprofondare, lungo tutto il percorso. Anche i pendii che precedono il colle sono carichi di neve e faticosi da salire. Le ore passano veloci, e le difficoltà sono decisamente più elevate del normale, sempre a causa della gran quantità di neve. La cresta, sopra il colle, necessita di attenzione, come gli ultimi ripidi pendii prima della cima: solo a mezzogiorno riusciamo a raggiungere la sommità della Becca. Grandissima la soddisfazione di tutti: una salita che abbiamo dovuto guadagnarci, metro dopo metro! Anche durante il rientro dobbiamo fare attenzione, e solo nel pomeriggio inoltrato raggiungiamo nuovamente il rifugio…per una fantastica ed indimenticabile birra!!
Complimenti a tutti: nonostante la fatica e le difficoltà, tutto è filato liscio e senza problemi!!


Dal 16 al 20 giugno 2008
Settimana nel gruppo Ortles-Cevedale

Arriviamo a S. Caterina Valfurva nella mattinata del 16 Giugno ed ancora una volta è la pioggia a farla da padrona. Ma senza perderci d’animo intraprendiamo la strada del Rifugio Casati, punto di partenza per la salita al Cevedale.
Dal Rifugio Pizzini dove giungiamo in auto sono circa 2 ore di cammino che effettuiamo purtroppo con visibilità nulla e un vento patagonico una volta giunti in cresta…
Ad ogni modo nel pomeriggio eccoci al Casati, a 3250m, dove restiamo bloccati per 48 ore a causa delle pessime condizioni del tempo e per la neve che continua a cadere.

Mercoledi 18 Giugno:
il tempo va per migliorare e allora intraprendiamo la salita al Cevedale.
Il paesaggio è da pieno inverno e i circa 40cm di neve fresca caduti nelle ultime ore fanno il resto.
Bellissimo il ghiacciaio che conduce alla base della rampa nevosa che conduce alla vetta,in costante salita senza mai essere ripido.
L’ultima rampa con tanta neve è abbastanza faticosa ma comunque alle 12.30 raggiungiamo 3768m della cima.
Prima di scendere effettuiamo la traversata andata – ritorno dell’affilata e aerea cresta che collega la cima del Cevedale alla Zufall.
La discesa verso il rifugio Pizzini ci fa godere a pieno dello splendido panorama poiché ormai il tempo si è decisamente ristabilito e il sole ci accompagna per tutto il resto della giornata.

Giovedi 19 Giugno:
partenza presto dal rifugio Pizzini per la salita al Monte Pasquale, situato di fianco al Cevedale e leggermente più basso.
La salita avviene lungo un bel ghiacciaio ben più movimentato di quello del Cevedale ma la molta neve presente rende la salita molto tranquilla, a parte la fatica da fare per procedere nella crosta non portante per 800m di dislivello….
Molto bella anche l’ampia cresta sommitale che porta ai quasi 3600m della cima.
Alla sera scendiamo di nuovo a S.Caterina per trasferirci al Passo Gavia da dove il giorno dopo effettueremo la salita al Pizzo Tresero.

Venerdì 20 Giugno:
una bella salita quella al Pizzo Tresero, molto articolata e lunga e con una bella cresta sommitale molto panoramica.
La salita avviene dapprima sul bordo del torrente poi, superata sulla sinistra la barra rocciosa che forma delle cascate, si accede al bel ghiacciaio che va verso il Pizzo S. Matteo.
A quota 3000 si gira a sx imboccando la diramazione del ghiacciaio che sale evidente verso la piramide del Tresero.
La salita dura tra le 4 e le 5 ore e i 1100m di dislivello ne è solo una parte,poiché è grande anche lo spostamento.
Dalla vetta splendida vista su tutto il gruppo Ortles - Gran Zebrù – Cevedale.

Una bella settimana in un gruppo a me ancora sconosciuto ma che grazie alla compagnia e alla proposta di Luca sono riuscito a scoprire e, non mancherà occasione di ritornarci, magari per una bella settimana di scialpinismo.
Purtroppo non siamo riusciti a causa della molta neve a effettuare la salita all’Ortles o al gran Zebrù ma… l’appuntamento è solo rinviato!

Un grazie a Luca che dalla Campania con furore si è sparato una settimana mica da ridere, con tanto dislivello e condizioni quasi invernali!
Grazie per la piacevole compagnia e complimenti per l’ottima preparazione fisica dimostrata.

Maggio 2008

Domenica 25 maggio
Rif. Selleries: corso di alpinismo estivo, prima uscita


….meno male che è il corso di alpinismo estivo!! Dopo un inizio quasi incoraggiante, le nuvole si sono riappropirate del Parco dell’Orsiera, e la pioggia ha ripreso a cadere mooooolto abbondante. Fortunatamente, a quel punto, ci trovavamo già al rifugio: nodi e manovre si vedono sicuramente meglio al caldo, meglio ancora dopo una buona merenda!!

Obiettivo raggiunto per questa prima uscita: corde, cordini, nodi e autobloccanti; speriamo però, in un netto miglioramento del tempo! Un grazie comunque a tutti per l’attenzione prestate alla parte sicuramente più noiosa del corso!

Alla prossima!!

Aprile 2008

Sabato 19 Aprile
Rocce Meano 3021m, parete NW e canale W


Difficoltà: 4.3/E3
Sviluppo: 530m dall’ingresso del canale
Dislivello complessivo: 1450m da Castello

Una bella “prima” inaspettata in compagnia di Max in una giornata di intervallo del brutto tempo…


Itinerario molto estetico con bel canale incassato e contornato da pareti verticali e parte alta in parete aperta ma con pendenze mai oltre i 45°.
Nel complesso salita abbastanza lunga con più di 500m di dislivello tra canale e parete.
Attualmente in buone condizioni e nel complesso itinerario abbastanza sicuro non presentando grossi pendii attorno e nemmeno da attraversare.

Partenza in ambiente invernale intorno alle 8 da Castello con 10-15cm di neve polverosa caduta nella notte.
Sci ai piedi dalla macchina risaliamo il Vallone di Vallanta fino a dopo le Grange a quota 2000 per poi deviare a dx ed entrare nel Vallone delle Forciolline e salire in direzione dell’evidente canale che solca la parete ovest di Rocce Meano.
Pendii faticosi con neve riportata e vento forte poi nel conoide si sale un po’ meglio sulla vecchia valanga scesa dal canale e ricoperta di neve nuova.
Ingresso del canale stretto e poi via su farina compressa a tratti più soffice e a tratti più portante.
Qualche placca gelata e qualche accumulo da vento interrompono a tratti la continuità del manto.
Comunque salita discretamente veloce su neve tutto sommato buona fino all’uscita dello stretto canale lungo 330m.
All’uscita ci si ritrova su un ampio plateau alla base della parete NW che conduce verso la cima.
Risaliamo il versante tra cenge e canali cercando i punti con più neve e percorriamo gli altri 200m di dislivello che ci separano dalla cima.
Dalla cima panorama eccezionale su tutto il comprensorio ben imbiancato dalle recenti nevicate.

Scendiamo lungo l’itinerario di salita percorrendo il versante NW che presenta neve tutto sommato buona con farina compressa un po’ pesante nei canali e qualche accumulo da vento soffice nei traversi sulle cenge.
Raggiunto il plateau ci infiliamo nel canale, subito su ottima farina pressata e molto divertente.
Qualche tratto più delicato in corrispondenza dei tratti duri ma sono pochi metri.
Bella sciata al sole in tutto il resto del couloir su farina che iniziava ad essere pesante ma ancora molto sciabile.
Bella la parte bassa con pendenze più dolci che lascia sciare in relax.
Conoide bellissimo e vallone in farina sul lato sx fino al bosco che sovrasta le Grange.
Da qui togliamo gli sci perché la neve del mattino… è già sparita…

Sabato e domenica 12 e 13 aprile 2008
Ultima uscita corso di Alpinismo


Nella giornata di sabato, vista l’impossibilità di sfuggire al maltempo, ci rassegniamo ed allora non ci resta che tuffarci nella nebbia di Pian della Regina in cui restiamo tutto il giorno per portare a termine il programma di teoria.
Funghi di neve, doppie con recupero, trattenute e recupero dal crepaccio ci tengono occupati nell’atmosfera ovattata e a dire il vero un po’ umida che ci circonda bagnandoci fino alle ossa.
La discesa nella neve che ha mollato fino al fondo è però la ciliegina sulla torta e quando arriviamo giù siamo davvero fradici… ma non importa poiché alla sera provvederanno le stufe del Rifugio Selleries ad asciugare abiti ed ossa!
Quindi al pomeriggio cambiamo valle e verso le 18.30 eccoci al Selleries, nel Parco Orsiera-Rocciavrè.
Un’ottima cena e il campionato regionale di cordini di svincolo allietano la nostra serata…
Per dovere di cronaca comunichiamo il nome del vincitore, Roby che lo ha costruito in 30 secondi netti!!!

Domenica mattina la sveglia è alle 4.45 e dopo un’ora eccoci fuori dal rifugio pronti a partire.
Il tempo è migliorato e un bel cielo sereno ci fa prospettare una bella giornata di sole.
Ma intanto prima di vedere il sole ci facciamo due buone ore di cammino all’ombra con una temperatura intorno ai -5°C e un panorama davvero invernale dopo le ultime nevicate.
Alle 8 siamo all’attacco del canale dell’Orsiera e qui ci dividiamo in due gruppi con due destinazioni diverse.

Un gruppo si dirigerà alla cima Sud dell’Orsiera e un altro alla cresta Dumontel alla cima Nord.
Due begli itinerari in condizioni davvero invernali!
In quattro iniziano a tracciare la salita nel canale, faticosa per la neve profonda, mentre in tre ci avviamo verso la cresta.
Sulla Dumontel molta neve sulle rocce e condizioni davvero “delicate” con passaggi più difficili intasati di neve farinosa e le cavalcate sul filo di cresta ben coperte di neve.
Abbiamo fatto la cresta interamente coi ramponi ai piedi e la piccozza sempre a portata di mano e non è stata una passeggiata!
Complimenti ai miei due compagni di cordata.
Nel frattempo le due cordate della cima Sud hanno effettuato la salita nelle stesse condizioni di innevamento con tanta neve nei tratti di roccia che danno l’accesso alla vetta.
Intorno alle 11.30 siamo tutti sulla cima e alle 12 ci ritroviamo sul colle situato tra le due cime, pronti per iniziare la discesa nel canale.
Arriviamo al rifugio alle 13.30 e qui ci concediamo una meritata pausa pranzo prima di rientrare definitivamente a casa.

Si conclude così anche questo corso di alpinismo, speriamo abbia soddisfatto tutti i partecipanti e aperto a tutti voi nuovi scenari e fornito nuovi stimoli per frequentare la montagna in maniera un po’ diversa… ma crediamo ugualmente affascinante e forse… più stimolante!


Attendiamo le vostre foto da aggiungere alla nostra gallery.

Domenica 6 Aprile
Cristalliera, cresta SE


Riprende il nostro corso di alpinismo e nel migliore dei modi…
Una bellissima giornata ci ha accompagnato nella salita della cresta sud-est della Cristalliera.
Un itinerario classico estremamente panoramico e piacevole, con qualche tratto più impegnativo su roccia e uno sviluppo notevole per giungere sui 2800m della cima della Cristalliera.
Lo scopo della giornata, che era quello di affrontare un terreno classico con roccia e neve è stato ampiamente raggiunto e la neve dura presente nell’avvicinamento ci ha permesso di rispolverare anche un po’ di tecnica per la camminata coi ramponi!
La neve residua e la giornata molto tersa hanno reso il tutto ancora più “alpinistico” se vogliamo; ed è stata una grande soddisfazione per noi vedere che tutti si sono mossi in cordate indipendenti con grande tranquillità e sicurezza.
Una bella salita che speriamo sia stata un’ottima preparazione all’imminente uscita di due giorni durante la quale ci auguriamo di riuscire a portare a casa una bella salita in quota.
Un grazie a tutti i partecipanti per la loro bravura e per l’impegno dimostratoci…

Sabato 5 Aprile
Ancora Vallée Blanche…

insieme ai quattro simpaticissimi francesi, in una giornata splendida di sole e… bella neve.
Inizia a sentirsi la fine della stagione e oggi la Vallée nonostante fosse sabato non era come al solito piena di sciatori.
Un grazie sincero a Julien, Nicolas e Camille che si sono difesi molto bene sulla neve fresca nonostante qualche spettacolare rotolone… e anche a Frédéric che col suo surf ha deciso di portarsi a casa tutta la neve della Vallée Blanche ben nascosta nei vestiti…!
E allora,
…à la prochaine…

Se avete qualche bella foto da inviarmi ne sarei contento.

 

Marzo 2008

Mont Blanc du Tacul e Satelliti

Sabato 29 marzo
Vallée Blanche

Tempo magnifico, compagnia e neve splendida...
Voglia di ritornare...

 

Giovedì 27 marzo
Punta Venezia, couloir NNE


Difficoltà: 4.3/E2
Partenza con scarsa visibilità già al mattino e man mano che saliamo peggiora ancora e infine… la neve.
Avvicinamento al couloir buono su neve dura e conoide anche su crosta da vento portante al centro e non portante ai lati.
Saliamo con gli sci tutto il pezzo di couloir bianco su farina pressata poggiante su crosta dura portante a tratti.
Verso metà la neve cambia molto e anche con gli sci la crosta sotto lo strato di farina non regge e si affonda molto.
Al bivio col couloir della Venezia, individuato per caso nella nebbia fitta, proviamo a togliere gli sci ma… diventa impossibile procedere con la neve fino alla vita!
Risaliamo metà del couloir con strette inversioni poi sul ripido togliamo gli sci e con non poca fatica tracciamo fino in cresta!
Per la precisione arriviamo a quota 3070, circa 10 m sotto il filo di cresta, già nella goulotte stretta.
Non incontriamo tracce nel canale ma credo che abbia soffiato molto vento perché il canale risulta pieno di gonfie e riporti da vento.
Discesa su farina compressa un po’ pesante ma tutto sommato discreta.
In qualche tratto la crosta sottostante cedevole da qualche problema ma poi, una volta nel couloir Bianco neve ottima sul lato DX e bella sciata fino al conoide.
Peccato per la visibilità pressoché nulla.
Nevicata che si intensifica nella mattinata e discesa sotto una neve abbondante che non può fare che piacere…
Temperatura intorno ai -3/-4°C con un’umidità pazzesca.
In salita a tratti la troppa neve riportata soprattutto nelle curve del canale dava una certa insicurezza ma in effetti il canale è abbastanza buono.
Occhio se dovesse nevicare parecchio… tutta questa neve alla fine pesante potrebbe destabilizzare il tutto.

21-25 marzo
Tour del Queyras


Il Queyras è uno di quei posti di cui si sente sempre parlare bene ma fin quando non ci vai di persona non puoi renderti conto di tutte le opportunità che offre questo angolo di Francia.

Il nostro giro inizia venerdì 21 marzo con una bella gita con partenza da Ceillac; ci inoltriamo nel vallone che sale al Col Tronchet e, dopo poche centinaia di metri, il paesaggio già primaverile e povero di neve cambia improvvisamente per regalarci fortunatamente dei paesaggi da pieno inverno.
La salita al colle è facile ma ricca di panorami e nella parte alta offre una bella sciata sugli ampi pendii che precedono lo strappo finale verso il colle.
In discesa dieci centimetri di neve polverosa rendono il tutto ancora più divertente.
La perturbazione da giorni annunciata arriva sul far della sera e una bella nevicata notturna ci fa ben sperare per la qualità della neve nei giorni successivi.

Il sabato ci trasferiamo a Saint-Veran, il paese più alto d’Europa (2040m) e da qui ci regaliamo una splendida salita verso la Tête de Longet lungo uno stupendo vallone in quota che si apre ad anfiteatro nella parte finale offrendo una sciata sensazionale su vasti pendii di neve fresca…
La Valle di Saint-Veran offre una serie innumerevole di possibilità con gite di tutte le lunghezze e difficoltà; senza dubbio un posto in cui tornare e magari trattenersi più di un giorno…

La domenica risaliamo il Vallone che conduce al Colle dell’Agnello, al confine con la Val Varaita, e anche qui troviamo una qualità della neve ottima e al pomeriggio ci regaliamo una bella discesa su neve polverosa nei dintorni del rifugio posto circa 200m sotto il colle a quota 2580m.
La temperatura negli ultimi due giorni si è abbassata molto come previsto ma fortunatamente le precipitazioni si tengono lontane da qui e una serie di splendide giornate di sole ci accompagna nel nostro giro.
Alla sera al rifugio ci sono già -15°C all’ora di cena…
Il mattino seguente, aspettiamo che il sole arrivi a risollevare la temperatura dai -20°C e poi risaliamo il col de l’Eychassier e scendiamo lungo il versante opposto su neve fresca fino al Lac Foreant posto a 2620m. Da qui risaliamo al Col Vieux contornando la cresta che sovrasta il rifugio e, una volta giunti al colle, decidiamo di salire ancora lo splendido Pan di Zucchero, giungendo alla sella a quota 3150 sotto un vento decisamente forte e una temperatura davvero rigida.
La discesa sul rifugio è eccezionale ancora una volta è la neve fresca a rendere il tutto ancora più piacevole, unico neo il freddo intenso.
Alla sera il tempo si guasta e nel rifugio dell’Agnello ci godiamo lo spettacolo di quest’altra nevicata sperando che l’indomani il tempo ci permetta di portare a termine il programma del nostro giro.
Ma purtroppo al mattino il tempo è ancora brutto e un vento fortissimo porta in giro la neve con una violenza tale da farci rinviare la partenza di qualche ora a causa della scarsa visibilità e del freddo intenso.
Alle 9 la situazione non è cambiata di molto e non ci resta che ritornare a valle lungo lo stesso itinerario di salita abbandonando l’idea di scendere su La Montà.

In conclusione un tour dai molti aspetti interessanti, senza dubbio unico dal punto di vista paesaggistico e dalla grande varietà di itinerari.
Della stessa idea spero siano anche i miei compagni di avventura, arrivati da lontano per fare questo giro che spero sia stato all’altezza delle aspettative.

Un grande ringraziamento a Giovanni, Antonio e Uccio per la fiducia che hanno riposto e per la piacevole compagnia durante questi 5 giorni di tour.

Domenica 16 marzo 2008
Corso di Alpinismo: prima uscita

Inauguriamo oggi il primo corso di Alpinismo del 2008. Come tradizione vuole… cominciamo con il tempo incerto! Direzione Jervis, Valle Pellice. Il programma di oggi è particolarmente ricco: nodi, sistemi di legatura e progressione su neve. E se riusciamo, una prima ricerca arva…

Arrivati al rifugio ci dirigiamo sul versante nord della valle, allo sbocco di un bel canale ripido e rettilineo, palestra particolarmente indicata ai nostri scopi. Qui il gruppo si divide. Marco, con Federica e Silvia, comincia subito a risalire lo scivolo di neve; Muyo, insieme ad Adriana, Carlo e Roberto si fermano nella parte bassa, più indicata per vedere le progressioni in cordata ed i nodi. La giornata, a parte il vento freddo che spazzava il vallone, procede bene, e al pomeriggio ci ritroviamo tutti al rifugio, per un'abbondante merenda… con vino e genepy!!

Appuntamento alla prossima uscita, ed un grazie a tutti per l'attenta partecipazione!

8-9 marzo 2008
Scialpinismo in Valgrisenche

Panoramica, vai alle foto del weekend!

Appuntamento il Sabato, ad Aosta, ore 8.00!
C'è chi arriva da lontano…. mica possiamo morire il primo giorno!!
Comincia così, con relativa calma, il nostro bel weekend di scialpinismo. Direzione: Valgrisenche.

Lungo la strada recuperiamo ancora Francesca, Silvia e Franco, e arriviamo a Bonne con l'idea di dirigerci verso l'Arp Vieille.

Qui ci separiamo: Francesca e Franco partono con passo più spedito, mentre noi seguiamo con calma, dovendo anche vedere un po' di cose durante il percorso. La carovana è così composta: Cecilia, Francesco, Sofia, Silvia, Antonio, Francesco ed io. Tutti rigorosamente in ordine sparso!

Procediamo con calma, senza fretta, e riusciamo anche ad arrivare fino sulla spalla,a 2800 metri.

La discesa si svolge su ottima neve: ha nevicato da poco, e troviamo ancora qualche bel tratto di neve farinosa. Arrivati sui pianori facciamo ancora in tempo a fare qualche prova arva, prima di scendere a fare merenda.
Recuperate le macchine scendiamo al capoluogo e ci dirigiamo al "Le Vieux Quartier", una struttura di recente ristrutturazione, molto bella ed accogliente. Qui ceniamo e pernottiamo, cercando di recuperare le energie per il giorno dopo.

Domenica: il tempo non è più così bello come ieri, e per cambiare zona ci portiamo sul versante opposto, come mèta abbiamo il Sigaro, 1000 metri di dislivello dal parcheggio. Come ieri, durante la salita vediamo ancora qualcosa sulle inversioni, ormai diventate "pertichette", anche se riusciamo solo più ad intravedere la nostra cima….nella nebbia!! In discesa effettuiamo ancora una ricerca arva, prima di tornare al nostro rifugio per un'abbondante merenda.

Concludiamo così il nostro gran bel fine settimana. Ci tengo a salutare con affetto tutti i partecipanti: ci siamo proprio divertiti, abbiamo passato due bei giorni ed una bellissima serata!!

A presto!

Febbraio 2008

24 Febbraio
Pointe Charlet canale N + Petit couloir Davin

Difficoltà: 4.3/E2 per il couloir alla Pointe Charlet e 4.3/E3 per il Petit Davin
Dislivello complessivo in salita: 1800m circa
Esposizione canali: N per la Pointe Charlet e NW per il Petit Davin
Località di partenza: Monetier piazzale degli impianti
Località di arrivo:Le Casset

Partenza dal piazzale degli impianti di Monetier alle 7.50 e si comincia a risalire sul rientro dai fuoripista di monetier, infilandosi nel vallone alla dx del piazzale, si risale per un po’ per poi spostarsi sul lato dx(salendo) del torrente appena possibile.
Quindi si risalgono sulla dx i ripidi pendii boscosi che danno accesso alle ampie morene della conca sottostante la Pointe Charlet e la sua cresta frastagliata di canali.
L’accesso alla conca morenica è abbastanza ripido e bisogna scegliere con attenzione l’itinerario da seguire.
Una volta su aggirare le dorsali moreniche nel valloncello che le contorna sulla dx (salendo) ed evitare di risalire direttamente i ripidi versanti, pericolosi a volte oltre che faticosi…
Si guadagna quota velocemente e lo sviluppo di questo tratto è molto più lungo di quello che sembra dal basso…
In cima alle morene,cioè alla base dei canali, si è a quota 2850 circa e si sono già fatti 1350m di dislivello!
Il canale N della punta Charlet è l’ultimo sulla dx della fascia dei canali in ombra e il primo a sx della vetta vera e propria.
Si risale il conoide non ripido e all’ingresso del canale in corrispondenza di una strettoia si tolgono gli sci e si comincia a salire a piedi.
Attualmente la salita è su farina compressa a tratti vuota sotto quindi abbastanza faticoso.
La pendenza non supera mai i 45° ma la struttura del canale e l’attuale innevamento impongono un itinerario frastagliato e non così banale.
Il canale è lungo ancora circa 200m oltre il conoide e sul colle di uscita si è intorno ai 3200m, considerato che si è partiti da 1520m non è poi così breve…
Discesa su neve tutto sommato buona, farina compressa e qualche crosticina da vento, ogni tanto qualche pietra depositata sulla neve ma roba piccola e nel complesso una bella sciata.
Versante sx del canale davvero bello su farina di ottima qualità e belle curve nei tratti del canale più ampi.
Conoide ottimo su farina compressa.
Una volta giù dal canale siamo scesi ancora un po’ traversando verso sx per raggiungere la base del pendio-canale che conduce al Col Casset.
Lo abbiamo risalito sci ai piedi facendo circa 100-150m di dislivello fino al colle poi ci siamo buttati giù nel Petit Davin.
Primi metri su neve molto dura e stretti impongono qualche derapata poiché i passaggi precedenti hanno lisciato tutto, poi si può cominciare a sciare, dapprima nello stretto e sulle tracce dei derapamenti di chi ci ha preceduto poi, quando il canale si allarga, ci si può permettere delle belle curve su neve dura portante e quindi nella parte bassa una sciata stupenda su farina compressa con uno spazio enorme a disposizione.
Conoide veramente fantastico!
Dalla base del canale poi si scende a Le Casset seguendo la stradina nel bosco e abbandonandola al momento giusto per cominciare a portarsi verso dx in direzione di Monetier.
Raggiunta la pista da fondo altri 4km di pattinato ci hanno condotto alla macchina… una bella ciliegina sulla torta!

Un bel giro con la discesa di due canali davvero interessanti, molto dislivello e nel complesso un itinerario molto diversificato e, soprattutto, faticoso!
Particolare attenzione va posta oltre che alla valutazione delle condizioni dei canali di discesa, anche a quelle della risalita del canale che porta in cima al Petit Davin, esposto a sud e viene risalito nel primo pomeriggio…

Un grazie a Max e Walter, i trattori che mi hanno permesso di effettuarlo e di conoscere un posto davvero interessante e pieno di potenzialità.

21-22 Febbraio
Gran Paradiso

Partiti nel tardo pomeriggio dalla Valsavarenche raggiungiamo il rifugio Chabod a quota 2750 intorno alle 21 di sera.
La bella sorpresa è quella di trovare un bivacco nuovo di zecca e con ogni tipo di comodità…
Stufa a legna con legna pronta da bruciare,fornelli a gas con tanto di lavandino, pentole, posate e bicchieri, un bel tavolo e un ambiente pulitissimo.
Preso atto di questa ottima sistemazione ci prepariamo la cena e poi via a letto poiché l’indomani ci si deve alzare molto presto.
Al mattino iniziamo a camminare verso le 5 e a causa del cielo velato la temperatura è di soli -1°C, un po’ pochino per il periodo e la quota!
Ci inoltriamo su per le morene in direzione della N del Gran Paradiso e già qui c’è ci accorgiamo che la situazione non è delle migliori poiché la traccia fa dei giri assurdi per andare a cercare quella poca neve che resiste in conche e valloni, e spesso non basta e siamo costretti a togliere gli sci.
La situazione non migliora sul ghiacciaio di Laveciau dove l’innevamento è davvero minimo e siamo costretti a un girovagare davvero improbo tra crepacci aperti e lastre di ghiaccio che fuoriescono all’improvviso.
Viene da piangere a vedere il ghiacciaio ridotto in questo stato e con l’aumentare della quota la situazione diventa sempre peggiore tanto che,al colle di Moncorvè, siamo costretti ad abbandonare definitivamente gli sci e proseguire a piedi.
Ma non basta poiché c’è talmente tanto ghiaccio che anche camminare coi ramponi non è così scontato e bisogna fare moltissima attenzione poiché una scivolata avrebbe effetti davvero gravi...! Vedere le foto per credere!!
Finalmente raggiungiamo la vetta e, abbandonato il progetto originale, ci prepariamo per una discesa che sarà tutto tranne che divertente.
Lastroni di neve ventata, ghiaccio verde e morene con poca neve ci accompagnano fino alla macchina dove giungiamo nel pomeriggio, un po’ demoralizzati dallo spettacolo che abbiamo dovuto vedere e soprattutto stanchi per la giornata davvero impegnativa su un percorso che di solito non presenta particolari difficoltà.

Qualche consiglio per le condizioni attuali:
salita sconsigliata sia dal Vittorio che dallo Chabod per lo scarsissimo innevamento sia sulle morene ma ancor di più sul ghiacciaio.
Ramponi ovviamente indispensabili su tutto il ghiacciaio e molta attenzione ai crepacci sempre presenti e soprattutto appena velati dalla poca neve ventata.
A nostro parere conviene sicuramente aspettare qualche abbondante nevicata primaverile, sperando che ci sarà…
Parete Nord del Grampa e di tutte le cime del gruppo attualmente non fattibili poiché prive di neve e totalmente in ghiaccio.

Martedì 19 febbraio 2008
Vallée Blanche, traversata sciistica del Monte Bianco

Appuntamento ad Aosta, ora 7.30: la giornata è bellissima, neppure una nuvola nel cielo! Ci dirigiamo veloci verso Courmayeur e dopo aver prenotato il bus per il ritorno, saliamo alle funivie di La Palud. Dopo un ultimo caffè prendiamo la benna, e nel giro di pochi minuti siamo a 3500m, con una vista incredibile intorno a noi. Cervino, Monte Rosa, Grivola, Gran Paradiso naturalmente…il Monte Bianco! Dopo le foto di rito iniziamo la nostra bella discesa. Le condizioni del ghiacciaio sono molto buone, e tranne qualche breve tratto obbligato tra i seracchi, riusciamo anche a fare delle belle curve. E' così che, senza intoppi, ci portiamo sotto il tratto solitamente più critico, per pranzare comodamente al sole seduti su una bella pietra.

È ormai l'una quando riprendiamo la sciata, decidendo quasi subito di proseguire fino a Chamonix con gli sci ai piedi. Oltrepassato così il primo pezzo attrezzato con le scale, ci portiamo –più in basso- all'inizio del sentiero che ci permette di salire la morena del ghiacciaio, per portarci all'inizio dell'ultimo tratto di discesa. Effettuata un'ultima sosta-ristoro, calziamo nuovamente gli sci per dirigerci verso Chamonix. Quest'ultimo tratto, purtroppo, non ci riserva più una bella sciata, dovendo togliere gli sci più volte. In ogni caso, dopo ancora un'oretta, l'obiettivo è raggiunto: siamo a Chamonix!!

Un saluto ed un ringraziamento a Carlo, Gianni, Mauro e Gian Piero, per una bellissima giornata trascorsa insieme!!

Domenica 17 febbraio 2008
Cogne: cascata Parto Gemellare


Con Cristina e Fabrizio saliamo questo bel flusso gelato; le condizioni del primo tiro, tratto chiave della salita, sono molto buone. Tecnico e continuo, mette alla prova la tecnica.e gli avambracci! Sosta sul muro a sinistra e quindi nuovo lungo salto: come sempre, da sotto si direbbe più facile, ma soprattutto più corto! Dopo il secondo tiro un nuovo salto ci permette di guadagnare la parte terminale della cascata, costituita da un ultimo saltino divertente caratterizzato da un ghiaccio spettacolare! Discesa effettuata con tra calate. Un saluto ai miei compagni di questa salita!!

Sabato 16 febbraio
Cascate del Martinet

Dopo una settimana dedicata allo sci eccoci di nuovo sul ghiaccio… visto che le temperature notturne almeno tengono meglio approfittarne ancora una volta!
Destinazione anfiteatro del Martinet dato che le condizioni sembrano buone.
Con Gianni abbiamo salito Bianca Sirena e lo Scudo; entrambe con buon ghiaccio.
In buone condizioni anche la cascata del Martinet originale e la goulotte.
La candela di sinistra di Bianca sirena è pericolosa.
Temperatura abbastanza rigida nell’anfiteatro mentre dall’altra parte della valle al sole c’era da morire di caldo…
Davvero un situazione anomala.
Tanta gente oggi nel Martinet ma tutto liscio e senza grossi intoppi dovuti al traffico.

Venerdì e sabato 15-16 febbraio 2008
Gressoney: sci fuori pista


Con Franco e Francesca due giorni dedicati al miglioramento della tecnica di sci fuori pista. Il venerdì siamo nella zona del colle di Bettaforca, utilizzando le due seggiovie sul lato Gressoney e Ayas. Cominciamo con un po' di didattica e qualche esercizio per la corretta impostazione della sciata. La neve non è sicuramente tanta, ma è sufficiente per sperimentare quanto visto, e nel pomeriggio possiamo così scendere lungo il fuori pista della Bettolina; la parte alta è ancora molto bella, praticamente primaverile, mentre nella parte bassa del vallone abbiamo preferito togliere gli sci per non "modificarli".
Sabato: scappiamo subito sul versante opposto, per sfuggire all'affollamento del weekend. Siamo ora nella zona col d'Olen; anche qui, nonostante la poca neve, le condizioni sono comunque buone, e ci permettono di migliorare ulteriormente la tecnica apprendendo ancora qualche trucco per le nevi più difficili ed i pendii più ripidi... complimenti Franco e Francesca!! Anche oggi sfruttiamo bene la giornata, effettuando diverse volte i fuoripista sul lato Gressoney e Alagna. Sono quasi le cinque quando raggiungiamo le macchine! Un grazie ai miei due nuovi amici: veri appassionati della montagna - anche quando significa fatica - con cui ho condiviso due bellissimi giorni!!


Sabato e domenica 2 e 3 febbraio
Ultima uscita del corso di ghiaccio a Cogne

Partiti sabato mattina con un po’ di defezioni dell’ultimo minuto e una meteo non delle migliori in direzione dell’unico posto dove attualmente ci sono delle condizioni decenti per le cascate.
Appuntamento al casello di Ivrea alle 7.30 e poi via verso Cogne; per fortuna salendo verso la valle il tempo va migliorando e quando arriviamo a Cogne fa bello, anche se leggermente freschino con circa –7°C.
Risaliamo la Valnontey per un bel pezzo, dopo un’oretta abbondante eccoci sotto Patry e, come potevamo bene immaginare, non siamo assolutamente da soli!
Ma ci va bene poiché prima di spicozzare qua e là abbiamo da fare un po’ di cosette da fermi e nel frattempo la ressa si sposta sui tiri alti…
Alla buon’ora cominciamo anche noi e con le nostre quattro cordate ci facciamo strada sulla cascata che ben si presta al lavoro che dobbiamo svolgere coi suoi risalti e soste in luoghi comodi.
Ci si alterna da primi e si scambiano le cordate in modo che tutti abbiano la possibilità di sperimentare le varie cose che abbiamo messo sul piatto, e sono davvero tante!
All’alba delle tre e mezza siamo sotto l’ultimo salto e qui scaliamo fino quasi alle cinque e mezza quando con voto unanime si decide di togliere le tende e di ritornare verso qualcosa di più caldo e riparato…
Allora via di corsa per tutta la Valnontey fino a giungere al calare della notte al parcheggio.
Sono le 19 e, dopo un breve e veloce aperitivo ci dirigiamo subito a cena all’ Hotel Belvedere dove… sorpresona… rincontriamo la scuola Gervasutti al completo, segnale evidente che in questa stagione se si vuole fare ghiaccio non si può scappare da quei due o tre posti dove bene o male si riesce sempre a fare qualcosa.
Trascinati dal “buon” vino e dalla chiacchiera facile non ci rendiamo conto che si fa molto tardi e decidiamo di andare a dormire solo quando si cominciano a contare i primi morti addormentati con la testa nel piatto.

Alba del giorno dopo, abbruttiti dalla stanchezza e in un freddo siderale (ben –16°C) ci dirigiamo al parcheggio di Lillaz e come le foche restiamo un po’ lì a dividerci il materiale mentre il gelo si impadronisce di noi…
Poi verso le 7.30 ci incamminiamo verso le cascate; direzione Pattinaggio artistico e Candelabro del Coyote.
Muyo con Luca, Gianni e Edi si dirigono sulla prima e io con Francesco, Marco, Luca e Daniele andiamo verso il Candelabro.
L’ultima giornata è un po’ di verifica, si pensa soprattutto a scalare e le cascate sebbene differenti come difficoltà e struttura offrono in entrambi i casi buone possibilità.
Primo tiro del Coyote ben formato e divertente con cavolfiori e goulottina sotto le frange, secondo tiro atletico con un bello strapiombo in aggancio per uscire dalla candela e terzo tiro un po’ cotto ma ancora ben salibile ci conducono alla fine delle ostilità anche per questo corso del 2008…Al pomeriggio ci si ritrova tutti a Lillaz per mangiare qualcosa prima di salutarci.

Colgo l’occasione per ribadire la nostra estrema soddisfazione per i risultati ottenuti.
Avervi visto migliorare così in fretta e diventare autonomi in sole quattro uscite è per noi motivo di orgoglio e sappiamo benissimo che se non ci aveste messo l’impegno e l’entusiasmo dimostrati noi da soli non saremmo bastati.
Un saluto grande a tutti i partecipanti con la speranza di avervi di nuovo con noi per qualche altra piacevole esperienza da condividere insieme.
Restiamo a Vostra disposizione per ulteriori chiarimenti e domande su quanto è stato visto e fatto nel corso.

 

Gennaio 2008

Domenica 20 gennaio
Seconda uscita del corso di ghiaccio

Ed eccoci di nuovo qui… a una settimana dalla prima uscita che si è tenuta a Ceresole presso l’ormai da tutti conosciuta falesia di ghiaccio.
Il caldo direi feroce degli ultimi giorni non lascia scampo e bisogna ripiegare sulla Val Varaita… e questo purtroppo significa sempre gran casino!
Infatti non è bastato svegliarsi presto ed essere già alle 8.45 a Pontechianale.
Deciso di andare a Pineta Nord ci troviamo di fronte a quello che tutti temevamo ma che in fondo chissà perché speravamo che non si verificasse… il delirio più totale!
Bisogna abolire la Val Varaita al weekend ormai se non ci si vuole fare male.
Ma purtroppo la scarsità di ghiaccio ha portato tutti lì, noi compresi.
Facendo molta attenzione a non morire colpiti da blocchi di ghiaccio di ogni dimensione siamo riusciti comunque a portare a termine la giornata senza danni.
Forse un po’ di criterio in più e una condotta meno invasiva da parte dei gruppi molto numerosi sulle cascate di questo tipo permetterebbe a tutti di scalare meglio ma…

Ringrazio Voi, tutti i ragazzi che erano con noi per la pazienza e per essersi ugualmente impegnati e colgo l’occasione per farVi i complimenti per i vostri progressi che a noi sono sembrati evidenti e soprattutto, immediati!
L’appuntamento con tutti è per il week-end del 2 e 3 febbraio in località da destinarsi.
A presto

Marco e Muyo

Sabato 19 gennaio
Salita notturna all’Orsiera dal Rifugio Selleries

Un’esperienza molto interessante realizzata per la prima volta in collaborazione col Rifugio Selleries.
Partiti dal rifugio intorno alle 18.30 ci incamminiamo sul crestone che va verso l’Orsiera con le ciaspole ai piedi.
La Luna già alta ci illumina il percorso in una maniera incredibile e non abbiamo bisogno nemmeno delle luci frontali.
Il panorama è davvero spettacolare e si vede quasi come di giorno,riuscendo a distinguere in lontananza il Monviso e addirittura la Barre des Ecrins e il Pelvoux!
Le luci dei paesi della Val Chisone e della pianura contrastano col bianco delle montagne ben innevate fino in basso.
Saliamo lungo la cresta per circa tre ore e nell’ultimo pezzo proseguiamo a piedi senza racchette poiché il terreno diventa abbastanza ripido e la neve più dura.
Sulla cresta un caldo davvero anomalo ci ha accompagnato per tutta la salita non facendoci mai sentire il bisogno di mettere la giacca se non nel punto più alto.
La discesa abbastanza veloce ci riporta al rifugio alle 23 circa e quasi dispiace, nonostante siamo un po’ stanchi e la fame comincia a farsi sentire…
Un’ottima cena come sempre succede al rifugio e poi tutti a dormire, stanchi ma con gli occhi ancora pieni dello splendido panorama che abbiamo potuto ammirare dalla cresta dell’Orsiera.
Un ringraziamento ai ragazzi che hanno accettato di fare quest’esperienza per la loro simpatia e speriamo di poter ripetere il tutto… con la prossima luna piena.
Qualche foto purtroppo non delle migliori poiché di notte è sempre difficile… sperando che qualcuno dei ragazzi ne abbia di migliori da poterci inviare.

Grazie
Marco

15-16 Gennaio
Kandersteg

Kandersteg… uno di quei posti di cui hai sempre sentito parlare, letto articoli recensioni, e dove in fondo se sei un ghiacciatore ti piacerebbe andare almeno una volta.
Ed ecco che allora, quando meno te lo aspetti, si presenta l’occasione di andarci e non resta che preparare di fretta e furia il materiale e… partire.
Dopo una cena orrenda e una notte in una stanza ancora peggiore presso un motel a Domodossola eccoci, ancora di notte, varcare il Passo del Sempione sotto una nevicata che non fa presagire nulla di buono e, una volta scesi in Svizzera cercare disperatamente di interpretare i cartelli stradali che indichino la valle giusta.
Non è stato facile ma alla fine alle 9 eravamo a Goppestein,pronti ad imbarcarci sul treno che con macchina al seguito ci ha portato a Kandersteg!
Alle 9.30, parcheggiata la macchina vicino alla pista di fondo, ci cambiamo e… inizia la nostra avventura.

Martedi 15 Gennaio: Rattenpissoir + Pingu

Rattenpissoir:

Difficoltà: IV/5
Sviluppo: 180m circa
Una classica da non perdere, con le prime due lunghezze che fanno la difficoltà e le ultime due (o una lunga) su un facile scivolo.
La prima lunghezza è un muro di 60m con inclinazioni variabili dai 70 agli 80° molto continuo e con ghiaccio lavorato a foglie nella parte alta che fa da piedistallo alla candela del secondo tiro.
La candela è un bel tubo di una quindicina di metri su cui c’è da divertirsi, mai difficile ma comunque verticale…
Attualmente in buone condizioni nonostante la temperatura assolutamente “gradevole” per non dire calda.
Sosta su abalakov alla base del secondo tiro quindi su albero a sx dell’uscita della candela.

Pingu:

Difficoltà: III/5+
Sviluppo: 200m circa
Sei lunghezze, secondo la relazione, per una cascata davvero interessante e mai facile tranne l’ultima breve lunghezza.
Le prime tre sono su un grosso muro con due risalti verticali lungo poco più di 60m e con due sezioni verticali.
A nostro avviso questa prima sezione può essere risolta in due tiri mediamente lunghi.
Soste su abalakov e chiodi.
Alla fine di questo si esce su una grossa cengia che in piano porta alla base della seconda sezione della cascata.
Prima un bel tiro di avvicinamento su un risalto non banale quindi un bel tiro verticale molto lavorato e continuo di circa 30 metri.
È il tiro chiave e vale tutta la cascata!
L’uscita su un’altra cengia fa respirare un po’ e una comoda sosta su albero a dx permette di riposare.
Discesa in doppie attrezzate su alberi e poi abalakov in basso.

Mercoledi 16 Gennaio: Blue Magic

È proprio il caso di dirlo… una cascata stupenda.
Già dal paese è visibile con la sua linea che solca interamente la parete verticale su cui poggia e, quando ci sei sotto, dopo un breve attimo in cui hai già capito che vai a trovar pane per i tuoi denti, non puoi fare altro che ammirarla e…meravigliarti di come faccia a stare in piedi!
Due lunghe sezioni a muri verticali e colonne intervallate da una cengia nevosa.
Come diceva la relazione, e non possiamo dargli torto, "una cascata lunga e difficile".
Al mattino eravamo partiti con intenzioni ben più bellicose ma nel bosco al mattino, con 4 gradi sopra lo zero e una nebbiolina che ti bagnava appena uscivi dalla macchina, avevamo ben motivo di essere preoccupati.
La nostra paura aveva un nome: “Rubezahl”, e la cosa che ci preoccupava molto era il caldo e il fatto che si tratti di una cascata molto impegnativa e per la sua struttura non indicata con giornate calde.
Comunque ci arriviamo sotto e non possiamo che abbandonare l’idea!
La cascata attualmente è in via di formazione ma al posto della sequenza di tubi presenta una successione di meduse enormi con dei grossi strapiombi e ristabilimenti su cavolfiori a dir poco inquietanti.
Inoltre scorre ancora molta acqua e tutta la linea di salita è tuttora sotto il tiro delle colate.
Insomma “ripieghiamo” su Blue Magic che nulla ha da invidiare alla sua vicina, tranne forse quel mezzo grado in meno.

Blue Magic:
Difficoltà: IV/5+
Sviluppo: 210m
Un primo tiro molto lungo di circa 60m con una sezione iniziale verticale di circa 20m con ghiaccio molto lavorato e soffiato e poi una sequenza di risalti e gobbe fino a raggiungere una comoda cengia su cui fare sosta(a spit!)
Dalla cengia una lunghezza impegnativa a 90° abbondanti su ghiaccio soffiato e esili stalattiti,molto difficile da chiodare e aleatoria. Alla fine della colonna obliquare a sx e raggiungere su cavolfiori una piccola cengia con una buona sosta a spit.
Dalla sosta alzarsi sulla colonna verticale mantenendosi sulla sx e superare il risalto sempre su ghiaccio difficile e aleatorio per una quindicina di metri, poi la pendenza diminuisce leggermente e su ghiaccio a cavolfiori obliquare di nuovo a sx per raggiungere un’altra sosta con uno spit.
Da qui una breve sezione verticale molto delicata conduce alla gobba sommitale e a una stretta goulotte che da accesso all’ultimo largo muro.
Sosta a metà di questo circa 15m prima delle piante.
Discesa: doppie da 6om a spit sul lato sx (guardandola) della cascata.

Lunedi 7 Gennaio
Fournel – Cigare Tchouky

Difficoltà: II/6
Lunghezza:30m

Giornata davvero ostile oggi nel Vallone del Fournel, con un caldo feroce che ha cotto il ghiaccio in maniera impressionante per essere un solo giorno che c’è.
Abbiamo fatto il Cigare Tchouky poiché è il più vicino e facilmente raggiungibile ma non lo consiglierei a nessuno nei prox giorni poiché il ghiaccio è davvero cotto e i canali per arrivarci non hanno ancora scaricato.
Tutte le candele con strato superficiale di ghiaccio davvero marcio e preoccupanti buchi o fratture…
Eravamo venuti per fare una cascata lunga sul fondo del vallone ma la troppa neve ci ha fatto arrivare in macchina solo fino a metà strada del fournel per cui ci abbiamo impiegato più di un ora a raggiungere solo il parcheggio.
Inoltre i 40cm di neve caduti ieri sono ormai marcia poiché ha piovuto tutta la mattina per cui si fa gran fatica a camminare.
In quanto alla sicurezza non mi sentirei proprio di consigliare un ingresso nel vallone… almeno finché il tutto non si sia assestato e la temperatura scesa un po’.
I pendii carichi e cominciavano a scaricare.
Un ultima cosa per chi ha intenzione di recarsi nei prossimi giorni al Fournel:
Il ghiaccio davvero marcio di ieri diventerà molto pericoloso in caso di forte e improvviso abbassamento della temperatura e le candele in genere risulteranno molto fragili e il ghiaccio davvero pericoloso.
Il problema invece si pone solo in maniera relativa sulle grosse cascate a muri che sicuramente avranno patito poco il caldo rispetto alle candele!
Lì bisognerà solo aspettare che siano sicuri i canali.
Il mio consiglio è di informarsi molto bene prima e di evitare candele e frange se la temperatura non subirà un lento ribasso.
Un vero peccato poiché le condizioni erano belle fino a due giorni fa…. soprattutto in previsione del meeeting che inizierà giovedì.
Sopra, qualche foto del Cigare…

Domenica 6 Gennaio
Cascata Bonvin

Difficoltà: IV/4
Sviluppo:150m
Esposizione:N

Giornata oggi calda in alta Val Varaita con fohn forte in quota e purtroppo gran trasporto di neve sulle creste.
Un grande pennacchio di neve si è originato dalla piramide del Monviso per tutto il giorno e la situazione non era diversa su tutte le creste della valle.
Si saranno di certo formati grossi lastroni da vento su tutti i versanti sottovento e nei prossimi giorni occorrerà fare attenzione sotto le creste.
In compenso la quantità di neve non è comunque tale da provocare grossi distacchi fuori da queste zone di accumulo dove il manto reste esiguo e l’apporto di neve nuova non supera i 40cm.
Molto bianche sono sembrate invece le cime al confine con la Francia dove di sicuro ne avrà messa di più.
I Versanti Sud e Ovest del Viso restano scarsamente innevati.

Ma veniamo alla cascata che attualmente è formata ma non “grassa”.
I primi due tiri sono su ghiaccio a tratti sottile e in qualche punto comincia a spuntare l’acqua.
I due tiri finali sono ancora buoni.
Tutto il canale-goulotte è senza ghiaccio e l’acqua scorre pressoché libera tra la neve.
Oggi ben 7°C a Casteldelfino alle 14 quando siamo scesi.
Idem a Pontechianale dove soffiavano forti raffiche di vento caldo.
Speriamo che ritorni il freddo almeno in quota…
Al di là di questa giornata climaticamente opposta alle precedenti la cascata è stata interessante e l’itinerario piuttosto lungo e vario rende questa cascata forse tra le più complete di quelle di facile accesso della valle.

Sabato 5 Gennaio
Ghincia Pastour da Pian Regina

Una bella escursione nella neve nuova in compagnia di Marco e Laura… anche oggi fortunati per poter ammirare il gruppo del Monviso dopo le nevicate dei giorni scorsi.

Condizioni attuali di innevamento comunque non ancora sufficienti a sciare in tranquillità.
Bassa Valle Po (Briccas, Frioland,etc.) non fattibili per mancanza di neve (circa 10cm di neve fresca senza fondo fino a 2000m a sud!
Alta Valle Po da valutare a seconda dell’itinerario.
Canale due dita buono.
Altri itinerari con fondo morenico un po’ scarsi a neve…
Meidassa sembrava buona sciando a Nord.
Sea Bianca al limite…
Guardate le foto per farvi un idea e, speriamo che nevichi ancora!

Venerdi 4 Gennaio
Barant

Finalmente un po’ di neve!
Anche se le previsioni ci hanno fatto sperare in qualcosa in più è sempre meglio di niente.
Una bella gita in ambiente finalmente invernale con panorami imbiancati che sempre fanno piacere.
Circa 20cm di fresca fino a 1800m e circa 40cm intorno ai 2000m.
Questa la situazione in Val Pellice.

Sull’itinerario che presentava già comunque un buon fondo la sciata è stata davvero bella ma bisogno ancora stare alla larga dai percorsi a sud e quelli con fondo a pietre…

Giovedi 3 Gennaio
cascata di Partia d’Amunt (Val Pellice)

Difficoltà: III/4+ (con attacco diretto del secondo tiro)
Sviluppo:280m
Note: soste attrezzate a spit e catena su tutto l’itinerario e possibilità di calarsi facilmente in doppia fino al terzo tiro.

Sempre bella questa cascata situata alla fine della Conca del Prà a una quota di partenza di circa 1850m
L’esposizione sud non la penalizza molto e infatti nonostante l’attuale penuria di acqua si presenta in buone condizioni con ghiaccio abbondante e di buona qualità.
Ne abbiamo salito la candela dell’attacco diretto del secondo tiro e al di là del ghiaccio molto lavorato e con strato superficiale fragile, abbiamo riscontrato buone condizioni.
Giornata di neve ma senza grossi accumuli.
Ghiaccio ricoperto di sottile strato di neve fresca con qualche piccolo scarico assolutamente innocuo.
Chiaramente se dovesse nevicare ancora molto tutto sarebbe da rivalutare.
Giornata fredda con circa –10°C sulla cascata.

Mercoledi 2 Gennaio
Valpelline – cascata Sodoma

Difficoltà: II/5
Sviluppo:100m circa

Una bella cascata con un interessante ed estetico secondo tiro su candela.
Abbastanza lavorata dai passaggi precedenti e attualmente in buone condizioni è una linea da non perdere, se vi trovate in cerca di ghiaccio dalle parti di Ollomont.
Di fianco la più facile linea di Gomorra offre una bella alternativa per fare qualcosa di più lungo.
Sulla cascata soste a spit e anello per la discesa in doppia.
Da Gomorra si può scendere invece anche a piedi.


Giancarlo Muyo Maritano, 329/2141782
Marco Capone, 333/2783094
Mario Colli, 340/5331491


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