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L'archivio delle nostre uscite

Dicembre 2007

Capodanno al rifugio Selleries

Per il secondo anno consecutivo abbiamo ripetuto l’esperienza del capodanno in rifugio in collaborazione con lo staff del Rifugio Selleries.
Grazie alla disponibilità e alla simpatia di Massimo e Sylvie abbiamo potuto nuovamente passare un capodanno in compagnia di tanti amici della montagna e del rifugio portando a termine un programma non facile e sempre pieno di incognite a causa delle sempre più difficili condizioni di innevamento.

Già il 30/12 abbiamo effettuato una gita serale al Lago Chardonnet in compagnia di alcuni ospiti arrivati con un giorno di anticipo; un tramonto eccezionale e una discesa serale con le ciaspole hanno dato il via nel migliore dei modi alla tre giorni di fine anno.

Il 31 Dicembre con 18 partecipanti ci siamo diretti alla Cristalliera.
Partenza al mattino dal rifugio Selleries armati di ciaspole e via lungo il bel tracciato che conduce alla vetta passando dal Lago Laus e dal Lago Manica,entrambi gelati e ricoperti di neve.
Un paesaggio che, seppur povero di neve,ci ha riservato panorami invernali di grande bellezza.
Dal Lago Manica il ripido pendio che conduce al colle di Malanotte da dove, a piedi e senza ciaspole, abbiamo proseguito sulla cresta rocciosa del versante Nord fino a raggiungere i 2801m della cima alle 12.30.
Il panorama eccezionale dovuto alla perfetta visibilità ci ha appagato della fatica della salita e la temperatura non rigidissima ci ha permesso di restare un po’ in vetta per godere a pieno di questa salita di fine anno…
La discesa dal colle, divertente e piena di scivoloni, ci ha portato sotto un bel sole pomeridiano, al bivacco dei guardaparco situato al bordo del Lago Laus.
Da qui brevemente al rifugio dove siamo arrivati intorno alle 15.30, pronti per la lunga serie di aperitivi prima del cenone.
Un ringraziamento speciale allo staff del rifugio è dovuto per la qualità del cibo e il servizio davvero… da gran cenone!

Al mattino del 1 con pochi “superstiti” abbiamo ancora fatto una piacevole escursione sul sentiero panoramico che con un anello in quota circonda la conca dove è situato il rifugio.
Speriamo davvero che tutto sia stato di vostro gradimento e che siate rimasti soddisfatti di questa tre giorni trascorsa con noi e non ci resta che ringraziarvi e darvi appuntamento di nuovo al rifugio,se vorrete,con le proposte che regolarmente mettiamo in programma,sperando di offrire sempre qualcosa di diverso e di interessante agli appassionati della montagna.

Rinnovo l’invito a contattarci, per chi fosse interessato, per ricevere il cd con la raccolta di foto e filmati della salita alla cristalliera.
Un piccolo anticipo lo troverete cliccando sulle foto sopra con una breve foto gallery e quanto prima sul sito del rifugio con qualche breve spezzone di filmato e tante foto.

Monte Bianco fuoripista…

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Lunedi 24 dicembre

Una bella giornata di fuoripista nel cuore del versante italiano con meteo stupenda e temperature miti con solo –8°C a Punta Helbronner al mattino...

Marbrées con variante alta di ingresso

Una discesa da non perdere nel cuore del versante Sud di 2100m di dislivello!!
Ingresso raggiungibile in un’ora da Punta Helbronner risalendo dapprima su ghiacciaio poi su facile cresta rocciosa.
Primi 70m un po’ stretti e attualmente con poca neve che lasciava scoperte le rocce imponendo qualche metro di scaletta poi via…
Una discesa molto articolata tra canali,dorsali e valloni nel cuore dell’immenso versante che da sotto il dente del Gigante scende verso La palud!
Neve bella nei valloni ampi e nei canali all’ombra e per il resto crosta portante ma è solo un dettaglio poiché una discesa così bella compensa anche il fatto di non aver trovato polvere da cima a fondo…
Una discesa di gran soddisfazione adatta a sciatori fuoripista di livello medio-alto senza comunque mai essere eccessivamente difficile.
Ovviamente molto fanno le condizioni della neve.

Ghiacciaio del Toula

Una classica… effettuata al pomeriggio dopo aver riposato le gambe dal Marbrées.
Ghiacciaio abbastanza buono ma purtroppo condizioni della neve non buone con crosta su quasi tutto l’itinerario tranne la parte alta.
Itinerario comunque molto bello e completo quando come in questo caso si riesce a scendere con gli sci fino alla Palud.

Novembre 2007

STIAMO CHIODANDO A POSITANO >>>


Mont Blanc du Tacul - via Afanassieff-Bodin

Venerdì 2 novembre 2007
Difficoltà: IV-4; goulotte facile in ambiente isolato e selvaggio; avvicinamento complesso.
Dislivello: 500m dall'attacco alla spalla del Tacul.

Bellissima via in ambiente grandioso e isolato, sicuramente un itinerario da non perdere per gli amanti del Monte Bianco.

Siamo partiti con la prima funivia da Chamonix, e abbiamo percorso il primo terzo della normale al Tacul per poi deviare a destra, attraversando tutto il versante della montagna. Purtroppo i seracchi hanno reso l'avvicinamento un po' più problematico di quello descritto dalle relazioni, infatti la discesa alla quota 3580 si svolge sui ripidi pendii che bordano lo sperone roccioso. Arrivati a questa sella si scende per un orrido canale (moooolte pietre in bilico), che dà accesso alla base della goulotte, posta veramente in un angolo del Monte Bianco estremamente selvaggio.
A questo punto l'itinerario è evidente e, a parte il superamento della crepaccia terminale ed un primo tiro di roccia, si svolge su un bellissimo e facile nastro ghiacciato. Stupenda la visuale sull'Aig. De Saussure, all'altezza della quale il buio ci ha raggiunto; fortunatamente la temperatura non era eccessivamente bassa e abbiamo così continuato senza intoppi, raggiungendo la spalla del Tacul in tarda serata.

Una stupenda avventura, su un itinerario da non sottovalutare!

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Ottobre 2007

Tour delle falesie della Costiera

22-26 ottobre 2007

Tra un weekend di corso e l’altro ci siamo concessi un piacevole ma serrato tour delle falesie della Costiera Amalfitana.
Abbiamo arrampicato in posti eccezionali e altrettanti ne abbiamo visti di ancor più belli… ma ancora non chiodati!
Punta d’Aglio, la falesia del Brigante Mirabella e la Selva sono quelli su cui ci siamo concentrati anche grazie all’ospitalità dell’Agriturismo la Selva che ci ha permesso di arrampicare sulle falesie di Positano per 2 giorni consecutivi senza dover rientrare a Salerno.
Lo splendido calcare della costiera ha fatto il resto…
Un calcare grigio e compatto della migliore qualità caratterizza tutte le falesie con inclinazione verticale, mentre oltre i 90° strapiombi a canne e stalattiti di calcare danno il loro contributo per fiaccare anche il resto del corpo…
Un comprensorio vastissimo tutto da sviluppare, con equilibri delicati, dove si esige rispetto e tranquillità, poiché non sono gradite invasioni di proprietà e atteggiamenti diversi dalla civile convivenza tra arrampicatori e i veri padroni delle montagne… gli abitanti dei fantastici paesini della costiera!
Qui sotto alcuni scatti fatti durante la nostra settimana.

ATTENZIONE: un incremento dei settori di arrampicata intorno a Positano è prossimo… per informazioni relative a queste novità o ai settori già esistenti contattateci direttamente.
Sarà un piacere darvi relazioni e mettervi in contatto con chi sul posto se ne occupa
.

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Corso di Roccia in Costiera Amalfitana

20-21-27-28 ottobre

Eccoci di nuovo in Costiera per il secondo corso di arrampicata organizzato in collaborazione con la sezione di Salerno del Club Alpino Italiano.
Dopo la felice esperienza primaverile questa volta il corso è stato diviso in due.
Un corso base per dare spazio ai nuovi ragazzi che desiderano avvicinarsi a questa disciplina e uno avanzato per i ragazzi che hanno fatto il corso in primavera e che erano ansiosi di imparare qualcosa in più!!!
Una bella esperienza, realizzata grazie alla sezione che ha fatto da centro di raccolta e di incontro durante la settimana ed è stata un utile riferimento per chi nei mesi ha chiesto informazioni.
Il primo weekend è stato caratterizzato dal freddo intenso e… attenzione… dalla neve che ha fatto la sua comparsa addirittura sulle cime a ridosso della costiera!
Ma i nostri amici non si sono scoraggiati e nonostante il freddo si è andati avanti!
Poi il tempo per fortuna si è rimesso durante la settimana e nell’ultimo week end ci ha regalato due splendide giornate di sole che ci hanno permesso di terminare nel migliore dei modi il programma.

Nonostante il programma fosse molto articolato speriamo di essere stati bravi a mostrarvi tutto e soprattutto di non aver lasciato dubbi.
Vogliamo complimentarci con voi partecipanti al corso avanzato per i miglioramenti che abbiamo notato in tutti voi e per aver conservato la stessa voglia che avete dimostrato a maggio, e con i “nuovi” per la tenacia e la voglia dimostrate nonostante le difficoltà legate alla prima esperienza su roccia…
Aspettiamo i Vostri commenti al corso con ansia e non ci resta che augurarci che anche stavolta continuerete ad arrampicare anche una volta terminato il corso.

E magari ci si ritroverà tutti per le nuove lezioni già in programma per il 2008…!

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Tour Ronde, Parete Nord

Giovedi 18 ottobre
Difficoltà: D+ neve e ghiaccio fino a 60°
Sviluppo:350m

Partenza con la prima funivia da Courmayeur alle 8.30, mettiamo i piedi sul ghiacciaio alle 9 in mezzo alle nuvole e al vento forte…
Fiduciosi nel previsto miglioramento iniziamo l’avvicinamento alla Tour Ronde e quando siamo quasi all’attaco le schiarite si fanno più frequenti e il vento forte sembra portare via il brutto.

Attacchiamo la parete alle 10 dalla terminale e saliamo veloci fino alla strettoia su buona neve compressa.
Un po’ di snow drift a causa del vento e della neve caduta di notte ci investe di tanto in tanto e l’ambiente è ancora più selvaggio.
Nella strettoia facciamo qualche tiro tenendoci sulla sx salendo e la goulotte è quasi tutta in neve compressa o ghiaccio poroso.
Velocemente ci portiamo fuori dalla goulotte uscendo a metà del lenzuolo finale.
Il gran freddo (–6°C senza vento) ci fa andare veloce e alle 12.15 siamo sotto le roccette che conducono in cima.
Da qui in 5minuti si raggiunge la madonnina di vetta.
Il vento intanto ha portato via le nuvole e il panorama è grandioso come sempre.

La discesa lungo la cresta è in buone condizioni con poca neve e riparata dal vento che soffia da Nord.
Quando però si passa per brevi tratti sul versante Vallèe Blanche c’è da battere i denti…
Percorriamo la cresta fino alla fine e con una doppia ci posiamo dopo la terminale in prossimità del colle.
Da qui non resta che camminare fino di nuovo a Punta Helbronner dove arriviamo intorno alle 15.30.

Compagno di cordata un Edi in splendida forma…
Abbiamo effettuato la salita in completa solitudine, non abbiamo visto nemmeno una persona nemmeno sulla Vallée Blanche; il Monte Bianco oggi sembrava già essere addormentato per l’inverno… e l’atmosfera, davvero solitaria!

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Terza uscita del Corso di arrampicata sportiva

Sabato e domenica 13 e 14 ottobre

Weekend finale del corso alla nuova falesia “la Baita” presso il colle del Lys.
Al sabato con una splendida giornata di sole si scala tutto il giorno sui nuovi tiri provando e riprovando si da secondi che da primi.
La lunga giornata finisce intorno alle 18 quando con le braccia ormai “inutilizzabili” si conviene che è meglio andare verso una abbondante merenda.
Infatti alla Baita si consuma un lungo pasto ben accompagnato da buon vino e la serata va avanti fino a dopo le 23 quando, in previsione di un’altra giornata di arrampicata l’indomani, si va a dormire.
Ospiti della casa per ferie “Le Lunelle” nel comune di Mezzenile, sempre molto accogliente, passiamo la notte.

L’indomani di nuovo alla Baita ma stavolta purtroppo la meteo non è dalla nostra e purtroppo il sole si farà attendere tutto il giorno senza mai comparire.
Ma il freddo non invoglia a stare fermi e allora ci si avvicenda sui tiri senza grosse pause.
La giornata è rivolta soprattutto all’arrampicata da primi e tutti quanti provano e riprovano a mettere su le corde con ottimi risultati bisogna dirlo…
Cambiamo due settori e verso le 16 siamo tutti concordi nel dichiarare la fine del corso… anche perché le braccia lo urlano a gran voce da un po’!
Quindi si ritorna alla base per una veloce merenda, prima di salutarci tutti con l’augurio di incontrarci di nuovo tutti in qualche altra occasione…
Grazie di aver partecipato e speriamo di avere soddisfatto a pieno le vostre aspettative.
Un saluto e, alla prossima…

Muyo e Marco

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Ciarforon 3642m: via normale

13 ottobre

Difficoltà: PD+ (roccia brevi passaggi fino al III° e ghiaccio fino a 40/45°)
Dislivello: 1700m circa da Pont Valsavarenche

Partenza dall’auto intorno alle 7.45 con le prime luci che fanno presagire una splendida giornata di sole.Qualche innocua velatura scomparirà col passar delle ore.
Alle 9.30 siamo al Vittorio Emanuele e dopo breve pausa ricominciamo a salire verso il fronte del ghiacciaio che raggiungiamo dopo una buona mezz’ora a quota 2900, dopo aver risalito la ripida morena che sovrasta il rifugio.
Sul ghiacciaio si cammina bene su ghiaccio duro e secco fino a 3100m poi finalmente un po’ di neve ben trasformata rende il fondo più piacevole.
Al Colle del Ciarforon a 3250m bisogna effettuare un lungo traverso a sx poi di nuovo a dx per non affrontare direttamente il pendio troppo ghiacciato.
L’accesso alla cresta sullo stretto imbuto di ghiaccio è molto duro e secco e facciamo due tiri di corda sul marmo per uscirne.
La cresta rocciosa presenta un po’ di neve a tratti ma tutto sommato si sale bene.
Peccato per il sole che ormai non arriva più a illuminare la cresta, passando notevolmente più basso rispetto all’estate… un po’ di freddo alle soste.
Una volta sulla calotta sommitale si rimettono i ramponi e su neve buona ma leggermente crostosa a tratti si sale fino in vetta dove giungiamo alle 14.30.
Un ottimo tempo considerato il gran dislivello!!
Breve pausa in vetta a godere del panorama e poi giù di nuovo lungo lo stesso itinerario.
Una volta sul ghiacciaio la lunga discesa fino a Pont dove arriviamo intorno alle 19.
Una gran bella giornata e una cima che ogni volta riserva belle sensazioni e soprattutto un itinerario vario e mai banale!
Complimenti a Mauro e a Raffaella che si sono dimostrati tenaci e soprattutto all’altezza delle difficoltà incontrate… mai facile stare davanti ai super allenati come voi!
Grazie della compagnia e della bella giornata.


Le nostre foto della normale al Ciarforon >>

Prima settimana di ottobre: Kalymnos

Scappati dai primi freddi di stagione ci siamo rifugiati al tepore di Kalymnos per un po’ di giorni…
Ragazzi, non sono solo dicerie… è veramente uno spettacolo!
Falesie e mare, un binomio perfetto che col favore delle temperature eccellenti e dell’ospitalità locale hanno reso il tutto davvero entusiasmante.
In una settimana abbiamo girato solo alcuni dei settori ma non è che una minima percentuale di ciò che si può fare in quest’isola un po’ fuori dal coro… dove nei negozietti sul mare invece che ombrelloni e materassini si trovano guide di arrampicata, scarpette e corde.
Nonostante la vicinanza con altre isole ben più frequentate dal turismo di massa a Kalymnos si respira un’aria diversa…
Entrare in un piccolo paesino sul mare nascosto in una piccola baia e ritrovarsi in mezzo a una folla di climbers provenienti da tutto il mondo non è una cosa così comune e l’aria che si respira è davvero divertente e… stimolante!
Non resta che ritornarci… quanto prima.

Ecco alcune foto fatte "alla buona" tra un tiro e l’altro.

Arrampicata a Kalymnos >>

Settembre 2007

Seconda uscita del Corso di Arrampicata Sportiva

Sabato 29 settembre 2007

Falesia del Toupè - Novalesa
Seconda uscita del nostro corso, bella e faticosa! Abbiamo scelto la falesia del Toupè, posta in un bellissimo ambiente e comodamente accessibile. Dopo aver fatto qualche bel giochino per aumentare la nostra confidenza con la roccia, eccoci alle prese con i primi tiri veramente seri. Bhé.che dire: complimenti davvero! Le vie scelte non erano davvero banali, e tutte abbastanza lunghe. Alla prossima uscita... con l'esperienza per la salita da primi!!

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Corso di arrampicata: prima uscita

23 settembre 2007
Comincia il corso di arrampicata. Siamo al Gran Dubbiose dove, malgrado il nome, tutti dimostrano familiarità con l'arrampicata. Alla mattina qualche nozione teorica sui materiali e sulla tecnica di salita… poi si scala!! Benissimo quindi la prima uscita, l'appuntamento è per sabato prossimo!!


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Polluce 4092m, via Normale-cresta Sud

16 Settembre 2007

Punto di partenza: rif. Guide d’Ayas
Difficoltà: PD+
Dislivello: 667m dal rifugio

Bella salita in compagnia di Lucio e Max. L’avvicinamento dalla Valle d’Ayas è stupendo, e la gita si è svolta rapidamente e senza intoppi. Complimenti e un grazie ai miei due compagni…

Le nostre foto al Polluce >>

Tour Ronde, Parete N

3 e 4 Settembre

Difficoltà: D+ neve e ghiaccio fino a 60°, discesa su terreno misto.
Sviluppo: 350m

Una classica del massiccio, davvero consigliata a chi ama le Nord e le salite su neve e ghiaccio.
Salita mai banale e con tratti a 60° che se non in buone condizioni necessitano sicurezza e dimestichezza.

Arriviamo al Torino nel pomeriggio di lunedì e subito il tempo va verso un deciso peggioramento…
Finito di montare la tenda sul ghiacciaio del gigante si scatena quello che in realtà era previsto; vento forte da N, visibilità nulla e neve!
Nella notte la situazione resta sul brutto stabile e in tenda sembra di essere in aeroplano con il rumore dei teli sbattuti dal vento.
Le previsioni migliori per l’indomani ci fanno ben sperare ma alle 4 quando mettiamo la prima sveglia l’aereo non è ancora atterrato!
Lo stesso alle 6 e alle 7.
Finalmente alle 7.45 all’improvviso tutto diventa sereno pur restando il vento forte e il freddo intenso.
Allora via! Ci prepariamo e alle 8.45 ci incamminiamo verso la Tour Ronde.
Alle 9.30 attacchiamo la parete dalla terminale.
Ottime condizioni,neve dura e compressa sulla linea di salita ci fanno davvero correre il primo lenzuolo e in mezz’ora siamo alla strattoia.
Qui tre lunghezze molto belle su ottima neve compressa e qualche fazzoletto di ghiaccio ci fanno davvero divertire.
Peccato il freddo pungente e il vento da N che tira dal basso verso l’alto!
Il secondo lenzuolo di nuovo veloce su neve ottima e ben pressata; ci teniamo sulla dx salendo e la parte finale è un po’ in neve farinosa ma con buon ghiaccio sotto.
Alle 12 usciamo dalla N!
Alle 12.50 siamo in cima alla Tour Ronde.
Discesa per la cresta integrale fino al colle dove arriviamo alle 14.30; cresta in buone condizioni e con poca neve fresca.
Alle 15 siamo di nuovo alla tenda e smontiamo in fretta per non perdere l’ultima funivia che prendiamo con comodità alle 16.30,dopo una buona birra al rif. Torino.
Complimenti a Paolo per la velocità e la resistenza dimostrate su questo bell’itinerario.

La parete è attualmente in ottime condizioni e si va veloci.
Con le temperature attuali si può anche partire con comodo al mattino salvo non doverla fare di corsa per rientrare con l’ultima funivia.
Nella strettoia soste sul lato dx buone.
Qualche chiodo qui e li sul lenzuolo alto.
Ghiacciaio in ottime condizioni per l’avvicinamento.

Materiale necessario: due corde da 60m, 7 viti da ghiaccio,due chiodi a lama,cordini,fettucce e due friends medio piccoli.

Le nostre foto della Nord >>

Agosto 2007

Punta Sella 3343m, via Manera-Fulgenzi

31 Agosto 2007

Punto di partenza: rif. Q.Sella 2640m
Difficoltà: D+; lunga arrampicata da non sottovalutare, anche se le difficoltà non sono elevate (max 6a+ nel secondo tiro)
Dislivello via: 650m

Cogliamo l’occasione del bel tempo stabile per realizzare questa bella ed impegnativa salita. Arrampicata veramente entusiasmante, da realizzare con tanto di zaino sulle spalle. Bravo Marco!

Le foto >>


Traversata Breithorn Occidentale – Breithorn Centrale

13 e 14 agosto 2007

Traversata d’alta quota compiuta prima con Paolo e poi con Marco, realizzata come ripiego alla traversata completa del gruppo. Il brutto tempo ci ha bloccato per ben due volte alla stazione (riscaldata!!) del Piccolo Cervino, entrambe i giorni per due ore. Tempo veramente strano e molto variabile: il martedì siamo addirittura arrivati alla stazione alle 5 del mattino sotto una grande nevicata.

Le foto dei Breithorn >>

Pic du Glacier Blanc, 3520m

11 agosto

Difficoltà: passaggi di roccia fino al II+ su cresta e qualche breve tratto di misto facile. Ghiacciaio e neve fino a 35°.
Tempo necessario: 6-7 ore salita + discesa

Partenza dal rifugio des Ecrins alle 3.30 del mattino per questa non facile cima.
Un po’ snobbata perché circondata da tante vette ben più famose ma comunque una bella cima, che seppure di roccia non proprio sana, appaga decisamente col raggiungimento della vetta.
Non facile trovare la traccia di notte in mezzo a un oceano di pietre ma con un po’ di perseveranza si imbocca la strada giusta per raggiungere il colle da dove parte la cresta Est che conduce in vetta con itinerario facile ma esposto e con qualche divertente passaggio di arrampicata in cresta.
In salita servono circa 4-5 ore nonostante il dislivello dal rifugio sia davvero poco!
Discesa in traversata sulla cresta Ovest affilata ed esposta fino a raggiungere l’ancoraggio sulla spalla rocciosa che permette con una doppia di posarsi sul facile ghiacciaio sottostante che con rapida discesa riporta sul Glacier Blanc.
Insomma una giornata piena… accompagnata finalmente dal bel tempo stabile e dal caldo; visto che siamo comunque ancora ad Agosto!

Foto al Pic du Glacier Blanc >>

Roche Faurio, 3715m

10 agosto

Bella cima nel gruppo degli Ecrins, con vista eccezionale sulla Barre des Ecrins e il Dôme de Neige; raggiunta dal rif. Du Glacier Blanc in una fredda giornata di sole con temperature assolutamente insolite per ferragosto…
Un bell’itinerario su ghiacciaio senza particolari difficoltà e quest’anno assolutamente in ottime condizioni con la neve che ancora resiste sui ghiacciai sopra i 3000m… per fortuna.
Eccezionale il panorama dalla vetta, con tutte le montagne imbiancate fino a 2500m dalla neve della notte!

Le nostre foto della Roche Faurio >>

Sulle tracce del Mezzalama

2-5 agosto

traversata che si preannunciava molto interessante e ricca di interesse purtroppo disturbata dal maltempo e qualche piccolo malanno…
Partiti il primo giorno da Plateau Rosà sotto un piccolo uragano, riusciamo a raggiungere il rif. Guide di Ayas nel pomeriggio sfruttando le schiarite e rifugiandoci nelle fasi violente della perturbazione che attraversa il monte Rosa.
Pochi minuti dopo il nostro arrivo il maltempo dà il massimo e per tutta la notte neve e vento forte ci fanno contenti di essere nel caldo del rifugio.
Al mattino purtroppo il tempo non è ancora migliorato e in quota soffia un forte vento.
Tutto questo sommato a qualche piccolo malanno ci inducono ad abbandonare la corsa e scendere verso la Valle d’Ayas…
Cose che capitano, peccato per la traversata ma… suvvia ragazzi… non lo uccidete!
Sarà per il prossimo anno, con tempo migliore e grande forma fisica!
Grazie a Claudio, Paolo e Adriano per la sempre piacevole compagnia e a presto!

Le foto della traversata >>

Luglio 2007

Punta Tzan: cresta Rey

31 luglio 2007

Grandissima classica della Valtournenche e per anni considerata un banco di prova per la salita al Cervino, la cresta Rey è situata in uno degli angoli più belli della Valle d’Aosta. La notte passata nello stupendo bivacco Rivolta, inoltre, aggiunge veramente un tocco di magia alla salita, non difficile ma mai banale. L’abbiamo salita con Paolo e Gilles, compagni ormai abituali di bellissime salite: grazie ragazzi!!

Le foto della Punta Tzan >>


Breithorn Occidentale 4165m da Plateau Rosa

Martedi 31 Luglio:

Ancora Breithorn… questa volta col fantastico team di Viterbo e dintorni!
Una miscela pericolosa tra fratelli e amici che hanno voluto festeggiare insieme il battesimo dei “4000” di due dei componenti!
Una divertente giornata di tempo splendido e visibilità ottima, grazie al vento che soffiava da NW.
Saliti dalla normale, abbiamo poi fatto la cresta che scende al colle tra l’Occidentale e il Centrale…
Complimenti a Leo e Gildo per il loro primo “4000” e un grazie sincero a tutti e quattro per la vostra piacevole compagnia.

Le foto del Breithorn >>


Uja di Bessanese, 3604m: spigolo Murari

29 luglio 2007
Con Marco cogliamo l’occasione del 150° anniversario della prima salita a questa poderosa montagna per salire lo spigolo Murari. A detto del mio compagno, salita di estrema soddisfazione, paragonabile alla Cresta del Leone al Cervino, ma effettuata in completa solitudine. Posti stupendi ed estremamente selvaggi. La salita si svolge su roccia buona, e le catene alle soste permettono una progressione rapida e sicura. Peccato per la discesa… veramente interminabile!!!


Le nostre foto dello Spigolo Murari >>

Dolomiti del Brenta: Via delle Bocchette Centrali

25 luglio 2007
Panorami stupendi e pareti incredibili sono la caratteristica di questa via ferrata, posta in uno degli angoli più belli delle dolomiti. Dislivelli relativamente brevi e rifugi veramente accoglienti permettono di realizzare questi itinerari godendosi una vacanza all’insegna dello sport e della natura.

Le foto della ferrata >>

Pelvoux Pointe Puiseux 3943m

20 Luglio 2007

Difficoltà: passaggi di roccia fino al II° e canale di neve fino a 40°
Dislivello in salita: 1250m (da 2700m a 3943m)
Dislivello in discesa: 2400m fino ad Ailefroide
Tempo salita: 3.30 a 5 ore dal rifugio a seconda delle condizioni.

Siamo ormai alla fine di questa settimana dedicata agli Ecrins… e concludere col Pelvoux è d’obbligo!
La sveglia del Refuge du Pelvoux è davvero turpe!
Alle 2.45… e non aggiungo altro, tranne che forse per il Pelvoux è un po’ eccessiva!
Colazione alle 3 e poi via,al buio pesto, verso la cima più famosa di questo angolo di Ecrins.
Subito un ben ripida morena ci da la sveglia e, con la testa ancora sul cuscino,è dura trascinarsi sulle ghiaie col solo cono di luce della frontale come riferimento!
Dopo mezz’ora circa di salita faticosa si attraversa sotto il Glacier de l’Homme ma….velocemente perché i seracchi in alto danno ben poca sicurezza!
Quindi un tratto delicato su balze di roccia lisciate dal ghiacciaio poi dall’acqua che al buio non sono di facile interpretazione, quindi di nuovo ripida pietraia fino alla Bosse de Sialouze dove finalmente ci si può riposare un po’!
Siamo a 3200m circa ed è ancora buio!
Ma qui si sta comodi e ci fermiamo per mettere i ramponi, mangiare e bere qualcosa,anche se sono solo le 5.30 del mattino!
Da qui inizia la salita su neve che dapprima su ampi nevai e ghiacciaio poi nel ripido couloir Coolidge conduce verso la cima del Pelvoux.
La luce ci investe ormai all’ingresso del Coolidge quando la salita si fa lenta e il ritmo si adegua alla pendenza e alla quota che cominciano a farsi sentire.
La parte finale del Coolidge raggiunge i 40° di pendenza e dalla neve negli ultimi 50m si passa al ghiaccio che ci costringe a un delicato tiro di corda!
Ma alle 7 eccoci sull’enorme plateau sommitale a goderci il sorgere del sole quasi sulla vetta!
La giornata è molto nuvolosa e le nuvole con la luce dell’alba rendono tutto quasi irreale!
Alle 7.30 siamo sulla Punta Puiseux a 3943m.
Fa abbastanza freddo oggi e quindi giusto il tempo per le foto e cominciamo a scendere di nuovo verso il rifugio.
La discesa con la luce è molto meno da ricercare e anche la parte bassa scorre veloce cosicché alle 10 siamo di nuovo in rifugio!
Ma non è ancora tempo di rilassarsi perché ci aspettano ancora 1200m di discesa fino ad Ailefroide nel lungo Vallon du Selé!
Vi giungeremo stanchi alle 13!

Le nostre foto del Pelvoux >>

Caporal – Aquila della notte

Giovedi 13 Luglio:
Difficoltà: max 7b e 6c obbligatorio
Sviluppo: 180m (6 lunghezze)
Avvicinamento: mezz’ora

Bella via dura del Caporal, situata tra la durissima Colpo al Cuore e il Diedro Nanchez.
Sei lunghezze sostenute con poco spazio per i riposi e un obbligatorio che richiede una buona continuità soprattutto in certi passaggi.
L1:6c+ diedro verticale facile poi tetto fessurato con ingresso delicato con i piedi in aderenza. Bello il ristabilimento su buone prese.
L2:6c placca verticale per portarsi sotto la lama.Quindi passo difficile subito per alzarsi sullo spigolo poi di nuovo più facile girando dietro la lama.Uscita delicata su buona chiodatura.
L3:7b Muro a tacche verticale con allunghi su piccole prese.Delicata l’uscita verso dx in placca (spit lungo) quindi diagonale delicato a sx con due passaggi su spigoli con spit lontani.Uscita di continuità con un passo duro al terz’ultimo spit.
L4:7 a+ Placca difficile subito sopra la sosta e ristabilimento sull’appoggiato davvero duro. Poi facile fino in sosta in comune col Nanchez.
L5:6b+ bellissimo diedro fessurato da scalare tutto in dulfer abbastanza fisica…
Ben integrabile con friends medi e grandi doppi. Continuità pura.
L6: 6c+ tetto fessurato con ristabilimento davvero strapiombante ma su buone prese. Corto ma intenso!

Peccato per la via un po’ sporca di lichene e per L5 un po’ bagnata.
Portare una serie di friends fino al 3 doppiando i medio grandi.
Soste buone.
2 corde da 60m.

Le foto su Aquila nella notte >>

Ailefroide Orientale 3847m

18 Luglio 2007

Difficoltà: passaggi di roccia fino al III, breve ghiacciaio con pendenze fino a 40°
Dislivello: 1350m dal Rifugio du Selè
Tempo salita: da 4 a 6 ore a seconda delle condizioni

Partenza alle 4 dal rifugio del Selè e, ancora al buio, si risale il ripido sentiero che porta con qualche passaggio esposto sulle cenge, al vecchio rifugio Selè in una mezz’oretta di marcia.Da qui, con ripidi tornanti su pietraia, inizia ad inerpicarsi in direzione del Pic Sans Nom e del Col du Coup de Sabre.
Superata una balza di roccia sulla dx con una trentina di metri di facile arrampicata si entra nel bacino alto e si comincia a traversare a sx in direzione dell’Ailefroide.
Superata la delicata sezione della cengia, che consente di raggiungere i nevai che conducono all’Ailefroide scavalcando per cenge esposte lo sperone SSW, ci concediamo una pausa.
Sono circa le 7 quando calziamo i ramponi e da quota 3250 ci incamminiamo verso la cima.
Dapprima nevai interrotti da brevi pietraie quindi il ghiacciaio ancora ben innevato ci conducono alla base della “banana”,il caratteristico nevaio curvo che da accesso alla cresta sommitale.
Qui siamo a quota 3500 circa e la pendenza sui 35/40°.
A quota 3700 si sbuca in cresta e lo spettacolo è favoloso.
Gli Ecrins sono quanto mai selvaggi e la prima luce del mattino crea qui dei panorami difficili da trovare altrove.
Alle 9 tocchiamo i 3847 metri della vetta dell’ Ailefroide Orientale.
Una breve pausa e giù in fretta prima che la neve molli troppo; fa caldo e la giornata si preannuncia infuocata.
Alle 13 siamo di nuovo al rifugio Selè, stanchi ma contenti di poter riposare tutto il pomeriggio prima della prossima giornata!!!

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Évêque, 3716m: via normale

8 luglio 2007
Con gli amici del CAI di Ciriè scegliamo l’Évêque come alternativa al Mont Blanc du Tacul, in questi giorni impraticabile.
Salita davvero molto bella e di soddisfazione, in uno di quegli angoli della Valle d’Aosta ancora relativamente poco frequentati.
La salita, dal rifugio Nacamuli, è abbastanza lunga ma mai noiosa, ed il finale alpinistico molto divertente. Abbiamo invece faticato, al ritorno, a rientare sul versante italiano: una bufera improvvisa con scarsissima visibilità ci ha impegnato quasi fino al col Collon. E dal rifugio… pioggia fino alla macchina! Nonostante questo, gran bella gita in ottima compagnia!!

Le nostre foto dell'Évêque >>

Meije Orientale

Sabato 7 e Domenica 8 Luglio:
Difficoltà: passaggi di roccia fino al II, ghiacciaio e neve fino a 40°
Dislivello salita: 2250m in due giorni di salita

Una delle cime più eleganti degli Ecrins a detta di molti, e non a torto.
Nonostante sfiori soltanto i 4000 con la sua cima più alta, il Grand Pic, resta una montagna severa e una delle ultimissime cime a restare inviolate in tutto l’arco alpino poiché a lungo considerata inscalabile!
Ma sono storie d’altri tempi seppur belle quindi veniamo a noi e eccoci al sabato mattina al Pont de Brebis vicino all’abitato di Villar d’Arene, subito dietro il Col du Lautaret.
Da qui, a quota 1660m, si parte per il rifugio dell’Aigle, posto sotto la Meije Orientale a 3450m di quota, un avvicinamento degno degli Ecrins insomma!!!
Quindi iniziamo a salire su un ripido sentiero a tornanti stretti dapprima nel bosco e man mano che si sale su prati e infine su pietraie.
Si prende quota velocemente ma da camminare ce n’è davvero tanto per fare 1800m di dislivello…
Quindi decidiamo di prendercela con comodo e ogni oretta ci si ferma per una piccola pausa, anche perché la giornata è splendida e si cambia scenario molto spesso, inoltrandosi verso l’alto in un ambiente che diventa sempre più selvaggio con l’aumentare della quota.
Verso i 2600m qualche nevaio interrompe la monotonia delle pietraie e,su Col du Bec de l’homme, a 3065m, la vista si apre finalmente sulla Meije e su tutte le sue cime.
Da qui una breve discesa attrezzata immette sul ghiacciaio spettacolare che conduce al rifugio.
Che posto l’Aigle… mai nome fu più giusto per questo mini ricovero posto su una balconata di roccia circondato da ghiaccio e neve davvero…movimentati!!!
Uno spettacolo ma… che lungo arrivarci.
Alla sera è dura sistemarsi tutti in così poco spazio ma questo piccolo rifugio ha un che di selvaggio che mi è piaciuto molto.
Al mattino con sorpresa ci sono molte nuvole.
Partiamo alle 5.30 e cominciamo a salire verso la vetta.
Solo 400m di dislivello ci separano dalla cima.
Metà su ghiacciaio molto bello e poi con una breve rampa a 50° ci si porta sulla bella cresta che tra passaggi di roccia e rampe di neve conduce velocemente alla vetta a 3891m.
Giungiamo in cima alle 7.10 del mattino… niente male ma,occorre scendere in fretta poiché molte nuvole e un temporale si avvicinano da ovest rapidamente.
Appena in tempo raggiungiamo la base della rampa e si scatena una breve ma intensa tormenta di neve pallottolare.
Alle 9 siamo a rifugio nuovamente.
Da qui è di nuovo una lunga discesa fino a Villar d’Arene, dove arriviamo poco dopo pranzo, stanchi ma contenti di questa bella vetta, strappata alla perturbazione che ormai ha raggiunto la Meije e ha reso tutto molto meno suggestivo…!

Le nostre foto della Meije >>

Giugno 2007

Ultima uscita del CORSO DI ALPINISMO ESTIVO al Monte Rosa

Sabato 30 giugno:
Ritrovo a Cervinia al bar di Antey per tutti i partecipanti e, dopo una giusta colazione, tutti pronti per l’ultimo weekend di corso che speriamo sia accompagnato anche dal tempo un po’ clemente!
E allora prendiamo subito quota nella maniera più veloce possibile proiettandoci verso il Plateau Rosa con le funivie!
Arrivati su, una puntatina al Teodulo dove passeremo la notte per lasciare un po’ di materiale e quindi ci si dirige verso la gobba di Rollin dove nel pomeriggio ci dedichiamo alla salita in tecnica classica su pendenze elevate e alla progressione frontale classica dove il terreno diventa quasi verticale.
Una bella scelta di itinerario quella della Gobba che nella parte alta offre una grande varietà di possibilità e di difficoltà.
Qualche bel passaggio tra i seracchi ci conduce sulla calotta sommitale da dove raggiungiamo gli skilift scendendo lungo le piste.
Un pomeriggio interessante e… intenso.
Alle 18 siamo in rifugio.
Una buona cena ci rimette in sesto per la giornata di domani.

Domenica 1 Luglio:
Nella notte sono arrivate le nubi e alle 4, quando ci alziamo, sono ancora lì che vanno e vengono senza però dare un chiaro indizio.
Decidiamo di partire comunque e alle 5.30, dopo i preparativi in rifugio, usciamo all’aperto per dirigerci verso quella che sarà la nostra meta della giornata.
Velocemente risaliamo a Plateau Rosa e da qui il solito lungo pianoro fino agli skilift e la ripida risalita al Piccolo Cervino lungo la pista… un vero strazio di prima mattina con tanto di faccia gelata e piedi freddi!
Ma quello che più ci meraviglia è il freddo… davvero intenso!
Al Colle del Breithorn la sosta diventa un pit stop perché a stare fermi c’è da gelare e allora via veloci verso la base del Breithorn Centrale.
Il sole è sorto ma senza grande sollievo poiché il vento e il freddo non mollano.
Brrr… bisogna sempre muoversi per non cominciare a tremare come delle foglie.
Ci dividiamo in due cordate così Silvietta, Judy e Mario vanno al Centrale per la normale e io col resto della truppa ci dirigiamo alla base dello sperone SSW intendendo risalire la via Mooser.
Una classica molto d’ambiente e molto bella ma senza difficoltà eccessive.
Velocemente risaliamo la prima parte tra brevi passaggi di misto e rampe di neve perfetta per i ramponi e finalmente, dopo circa 200m di salita, inizia a scaldare!
È bello vedere come sia cambiata la progressione dei super-allievi nella durata del corso e così possiamo procedere veloci tra conserva e brevi lunghezze di corda.
Sempre troppo veloci a raggiungermi in sosta i bollenti così mi tocca ripartire sempre troppo in fretta!!!
Vabbè sarà che siamo a 4000m di già però la corda mi sembra un po’ troppo corta!
Finite le difficoltà lo sperone si abbatte e gli ultimi 150m sono su neve con pendenze sui 45°/50° in basso e via via degradanti fino alla sospirata cima.
Ed eccoci qui… a 4160m alle 10.30 del mattino… delle schegge!
Mario con le sue donne ci ha preceduto e ha effettuato la traversata sul Breithorn Occidentale.
Non ci resta che scendere dalla via normale e in fretta poiché le nubi foriere di tempesta che per tutta la mattina hanno scaldato i motori nella bassa valle adesso iniziano una veloce risalita verso le alte quote e infatti facciamo giusto in tempo a rientrare a Plateau che si copre tutto… puntuale come un orologio!
Ma ormai poco conta, tutti contenti e soddisfatti festeggiamo la fine del corso davanti a un ottimo pasto al rifugio delle Guide dove finalmente possiamo rilassarci e ripensare a questa intensa due giorni con le gambe stanche ma col morale alto.

È stato tutto molto bello ragazzi, e il programma è stato rispettato alla grande.
Siamo tutti molto contenti dei vostri veloci miglioramenti e allora un solo consiglio se si può… mettete a frutto quanto imparato nelle vostre uscite e… al prossimo corso se vorrete!
(ah già… e senza dragonne di due metri sulla picca classica!!!)

Grazie da tutti noi.

Un sacco di foto dell'ultima uscita del Corso >>

Dufour, 4633m: via normale Svizzera

30 giugno


Con Monica e Maurizio, una stupenda salita alla cima principale del Monte Rosa. Partiti dalla Monterosa-hutte, in compagnia di altre due sole cordate, non è stato assolutamente banale raggiungere la cresta, e proseguire per essa. La grande quantità di neve ancora presente ci ha obbligato a tracciare una buona parte – la più ripida - della salita sul ghiacciaio, e a proseguire con estrema cautela sulla cresta. Complimenti a Monica e Maurizio: nonostante fosse l’inizio di stagione, non hanno fatto una piega!! Alla prossima!

Foto della Dufour >>

Monte Bianco via Normale dal rifugio di Tête Rousse

27-28-29 Giugno

Dopo una settimana funestata dalla pioggia e dalla neve la meteo lascia sperare e allora come da programma ci incamminiamo verso il rifugio di Tête Rousse nella tarda mattinata di Mercoledì.
Il treno del Monte Bianco e chiuso e ci tocca partire da Bellevue, a soli 1800m!!!
Ed ecco allora la lunga salita che in circa 5 ore ci porta al rifugio dove giungiamo nel primo pomeriggio sotto una nevicata che dura ormai da un paio d’ore…
Il rifugio è a quota 3187m.
Ci si riposa un po’ in vita della lunga tappa dell’indomani e si attende con impazienza che il cielo si pulisca come da previsioni!
La cena inaspettatamente ottima in questo rifugio che a dirla tutta è proprio confortevole e lo staff simpaticissimo!
Al mattino decidiamo di partire con una strategia diversa e allora ci risparmiamo la sveglia all’una e partiamo verso le 5.30,un vero sollievo.
Le prime due ore vanno per la salita al rifugio Gouter dove arriviamo intorno alle 7.30.
Ancora molta neve dura rende l’attraversamento del Grand Couloir decisamente più sicuro e la salita al Gouter nel complesso migliore.
Arrivati qui ci concediamo una breve pausa al primo sole.
Da qui si segue il tracciato della via normale e non resta che abbassare il capo e… camminare, sollevandolo di tanto in tanto per dare uno sguardo a tutto quanto c’è di splendido attorno a noi!
La giornata è senza una nuvola e tersa e il Monte Bianco risplende.
Paolo, la super Guida che mi fa compagnia, con Philippe fanno l’andatura e io con Bernard e Stephane seguiamo a ruota!
Si sale abbastanza veloci e alle 10.30 siamo al Dome du Gouter a 4250m.
Un’altra pausa e via verso l’arète des Bosses.
Arrivo in cima con Stephane alle 12.30,lo spettacolo è sempre grandioso dal tetto d’Europa!
Siamo a 4807m e la temperatura non fa che confermarlo, ci sono circa –15°C e il vento è teso.
Allora giusto il tempo per fissare le immagini e poi giù di nuovo verso il rifugio Gouter.
La discesa è lunga e la stanchezza dopo 1600m di dislivello a queste quote si fa sentire!!!
Arriviamo al Gouter nel primo pomeriggio dopo una discesa abbastanza rapida e qui troviamo anche Paolo e gli altri.
Resteremo qui per la notte e il giorno dopo faremo la lunga discesa che dal Gouter ci riporterà a Bellevue e quindi di nuovo finalmente in paese…
Dove ci salutiamo davanti una birra coi simpatici francesi… e davanti ad altre… numerose birre, con il grande Paolo!!!

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Monviso 3841m, per la Cresta Est

Sabato 23 e Domenica 24 Giugno:
La meteo impietosa delle ultime settimane ci ha lasciato perplessi fino all’ultimo ma al Sabato pomeriggio…eccoci al Pian del Re pronti per salire al rifugio Q. Sella.
Arriviamo ad ora di cena e così tra una chiacchiera e un bicchiere di vino cominciamo a conoscerci meglio e a programmare nei dettagli la salita di domani.
Le previsioni sono belle al mattino e temporali al pomeriggio e allora,come sempre in questi casi, la sveglia diventa di quelle simpatiche!
Sono le 3.45 quando scendiamo dalla branda e le 4.30 quando usciamo dal rifugio.
Quest’anno della est ancora non si hanno notizie per la molta neve che c’è in quota quindi partiamo con uno stimolante “chissà come sarà!!!”.
Alle 5.30 attacchiamo la cresta dopo aver superato ramponi ai piedi i nevai ancora estesi che ricoprono il conoide che conduce all’attacco.
La prima parte della cresta scorre veloce e le difficoltà mai elevate ci permettono una progressione veloce senza tiri di coda eccetto che in un paio di occasioni.
Il percorso è logico e si presta a varianti ma se si segue il filo di cresta non si sbaglia quasi mai…
Prendiamo quota e verso le 8 risaliamo il canale che aggira il torrione Saint Robert a circa 3500m di quota.
La neve è durissima all’ombra e occorre rimettere i ramponi.
Sbucati sulla sella siamo di nuovo al sole con grande sollievo delle mani e dei piedi!
E allora via sulla parte più spettacolare della cresta,quella dove si cavalcano tutti i torrioni e lo scenario si fa davvero imponente!
La vista eccezionale e la giornata tersa fanno il resto.
Arrivati alla scappatoia sulla normale, la “via della lepre” proseguiamo dritti per torrioni con passaggi di roccia fino al III+/IV che con gli scarponi sono sempre interessanti.
La neve sulle cenge e sulle sellette fa il resto rendendo il tutto ancora più severo.
Arriviamo in cima alle 9.30, dopo 5 ore di salita pressoché ininterrotta.
Una breve sosta e poi via lungo la normale prima che la neve molli troppo!
La discesa sulla Sud è completamente in neve e la roccia la si tocca solo su brevi tratti.
Il tutto resta così più veloce e in fretta siamo all’Andreotti!
Ma attenzione perché la neve molle riserva sempre dei pericoli nascosti!!!
Dal bivacco in giù è la solita storia,lunga e stancante,fino al rifugio Sella dove ritorniamo alle 13 circa.
Da qui ancora un paio d’ore di cammino ci riportano al Pian del Re dove tutto è cominciato meno di 24 ore prima.
Ancora una volta il Monviso ci ha regalato grandi emozioni e panorami spettacolari…

Complimenti a Massimo, alla sua prima vera salita impegnativa, superata in scioltezza e in velocità!

Le foto del Monviso >>

Seconda uscita del CORSO DI ALPINISMO ESTIVO


Sabato 16 giugno:

Arrivati a Chamonix intorno alle 9 ci dirigiamo al parcheggio di Montenvers e, preparata l’attrezzatura, saliamo sul primo treno che ci porta verso la Mer de Glace.
La scalinata che conduce al ghiacciaio riscuote sempre pareri contrastanti ma in fondo un po’ piace!
Arriviamo sul ghiacciaio e, calzati i ramponi ci incamminiamo verso la jonction.
Moltissima gente sul ghiacciaio e così decidiamo di andare più in alto arrivando dopo circa un’ora di cammino in vista dei Requin.
Qui il ghiacciaio si movimenta un po’ e numerose sono le possibilità per lavorare coi ramponi su varie inclinazioni.
Un po’ di tecnica classica e di passi coi ramponi e la giornata passa in fretta.
Il sole ci accompagna mentre tra un traverso ripido e un muro di ghiaccio quasi verticale proviamo la tenuta dei ramponi e così non ci accorgiamo che sono già le 15.30!
Allora via veloci verso Montenvers dove arriviamo in tempo per prendere uno degli ultimi treni che riportano in paese.
Qui un giro per il centro è d’obbligo perché non si può passare da Chamonix senza aver almeno fatto una passeggiata per il centro e un buon aperitivo in qualche bar…

Domenica 17 giugno:

Sveglia comoda per prendere una delle prime funivie che portano alla Midi.
Alle 8 siamo imbarcati e poco prima delle 9 eccoci sull’ affilata cresta che dall’arrivo della funivia porta sul sottostante ghiacciaio.
Il panorama è sempre grandioso e la grande quantità di neve in quota rende il tutto ancora più bianco se si può.
Purtroppo a volte tutto questo è causa di sciagure come quella a cui abbiamo assistito per fortuna da lontano…
Attraversiamo il piano sotto il rifugio Cosmiques e ci dirigiamo vero la Pointe Lachenal e il Triangle du Tacul.
Muyo con le sue tre compagne di cordata si appresta a fare la traversata delle tre cime Lachenal mentre io con gli altri 4 “bollenti e assatanati di ripido” mi dirigo verso la Contamine-Grisolle.
Attacchiamo il canale di neve fortunatamente appena tracciato ma non per questo poco faticoso con un bel po’ di neve fresca dentro…
Saliamo la rampa sostando sulle rocce a dx che offrono sempre buone possibilità e velocemente arriviamo in prossimità della strettoia.
Qualche bel passaggio su roccia e ramponi ai piedi ci immette nella piazzola sulla cima dello sperone.
Di qui ancora una bella lunghezza di misto per niente banale e carico di neve conduce alla fine delle difficoltà.
La salita scorre bene e nonostante la meteo pessimista del mattino il sole mantiene seppure velato e così anche nella discesa la temperatura resta gradevole.
Tutti ci ritroviamo nel primo pomeriggio alla base del pendio e, una volta ricongiunti col gruppo di Muyo iniziamo la risalita verso la Midi dove giungiamo dopo un’oretta.
Una bella giornata in cui tutti hanno dimostrato grande motivazione e soprattutto di aver voglia di fare e di imparare.
Anche se la quota ha sortito i suoi effetti tutti hanno tenuto duro e le salite si sono svolte nel migliore dei modi.
Noi siamo molto soddisfatti e visti i presupposti si prospetta un “corposo” ultimo week-end!
Se le condizioni saranno buone sarà la volta del Monte Rosa.
Un grazie ancora a tutti per averci fatto divertire e per il vostro impegno…
Al prossimo week end!

Attendiamo le vostre foto per inserirle nella foto gallery del corso!!!

Un sacco di foto della seconda uscita >>

Vallée Blanche

Domenica 10 giugno

Finalmente una domenica di bel tempo! Quando con Amon, Betta, Cristina e Mirella, arriviamo a Courmayeur, quasi non ci crediamo: a parte qualche nuvoletta, il tempo sembra ok! Facciamo così i biglietti e, con una delle primissime funivie, saliamo a Punta Helbronner. Da lì, legati in cordata e calzati i ramponi, cominciamo la nostra traversata, che in breve tempo ci conduce nel cuore del Monte Bianco. Il tempo è bellissimo, il panorama stupendo, e passiamo così, senza troppe difficoltà, la prima parte della gita. Arrivati al lungo traverso che ci avrebbe portato verso l'Aig. du Midi, decidiamo però di rientrare a piedi, chiudendo ad anello il nostro percorso e passando sotto i famosi "satelliti" del Mont Blanc du Tacul. È lì che qualche crepaccio ci obbliga a prestare particolare attenzione, e dopo qualche attimo di suspense, riusciamo a raggiugere la parte superiore del ghiacciaio. Da qui, fatta una breve pausa, riprendiamo la strada del ritorno che, dopo la risalita del Col Flanbeaux, allunghiamo fino al Rif. Torino, dove con un'ottima birra ci dissetiamo.
Complimenti a tutti: nonostante il caldo, i crepacci, e la fatica, tutto è andato benissimo!!!
Alla prossima!

Le foto della Vallée Blanche >>

Orsiera 2890m, cresta Dumontel dal rifugio Selleries
per il CORSO DI ALPINISMO ESTIVO

Domenica 10 giugno

Prima uscita del Corso di Alpinismo, ore 8, al rifugio Selleries siamo in 6 a preparaci per la cresta ENE dell’ Orsiera.
Partiti dal rifugio (2023m) intorno alle 9 ci incamminiamo verso il lago Chardonnet (2560) dove giungiamo dopo circa un’ora di cammino.
Da qui si segue per poco il sentiero normale all’Orsiera e, all’inizio del conoide che entra nel canale, si devia a dx tagliando a mezza costa in direzione N verso il colle posto alla base della evidente cresta e a metà tra l’Orsiera appunto e la Rocca Nera.
Raggiungiamo il colle su tracce di sentiero e pietraie intorno alle 10.30.
Alle 11 iniziamo la cresta dapprima semplice ma esposta lungo un itinerario che alterna passaggi facili di roccia a saliscendi sui due versanti della cresta.
Dopo poco invece il tutto diventa più complicato e a brevi passaggi di roccia fino al III si alternano tratti esposti sul filo di cresta.
Il tempo come da previsioni va peggiorando e le nubi ci raggiungono a metà della cresta.
La seconda metà molto bella presenta passaggi fino al IV° sul filo di cresta e il tutto ha inizio in corrispondenza del torrione col cavo metallico.
Da qui in poi brevi discese e qualche passaggio atletico per seguire il filo dello sperone si alternano a ve